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	<title>Marco Stradiotto &#187; Varie</title>
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	<description>Senatore del Partito Democratico</description>
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		<title>COSTI DELLA POLITICA : CON L&#8217;ELIMINAZIONE DEI VITALIZI CAMBIA RADICALMENTE LO STIPENDIO DEI PARLAMENTARI</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TOLTO IL PRIVILEGIO DEL VITALIZIO E PASSATI AL SISTEMA CONTRIBUTIVO: LO STIPENDIO DEI PARLAMENTARI DIVENTA COME QUELLO DI TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI! Per vedere il confronto tra i diversi stipendi clicca sulla foto o qui  Noi senatori percepiamo uno stipendio mensile di 5.000 euro netti, a cui si aggiungono circa 6.000 euro di rimborsi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>TOLTO IL PRIVILEGIO DEL VITALIZIO E PASSATI AL SISTEMA CONTRIBUTIVO: LO STIPENDIO DEI PARLAMENTARI DIVENTA COME QUELLO DI TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI!</strong></p>
<p>Per vedere il confronto tra i diversi stipendi clicca sulla foto o <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/02/confronto-stipendi.pdf">qui</a></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/02/confronto-stipendi.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1894" title="Parlamento 01" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/02/Parlamento-01-282x300.jpg" alt="" width="282" height="300" /></a>  Noi senatori percepiamo uno stipendio mensile di 5.000 euro netti, a cui si aggiungono circa 6.000 euro di rimborsi che vengono spesi per pagare i collaboratori, soggiornare a Roma, pagare gli uffici sul territorio e fare attività politica.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, al netto delle spese, il mio stipendio reale è di 4.950 euro netti al mese per 12 mensilità. Si tratta dello stesso stipendio percepito da un direttore di banca o un dirigente dello Stato di seconda fascia e penso sia giusto che un parlamentare, se fa bene il suo lavoro, percepisca uno stipendio di questo tipo, per essere sempre libero e indipendente, soprattutto da possibili pressioni e ricatti o da finanziamenti esterni. Garantire uno stipendio adeguato alla responsabilità che ci si assume è un valido strumento per togliere qualsiasi alibi e per pretendere che il parlamentare serva esclusivamente la collettività.</p>
<p>Il grande privilegio dei parlamentari era il vitalizio. Era. Perché dal primo gennaio è cambiato tutto e i parlamentari godranno di un sistema contributivo identico a quello di tutti i lavoratori. Prima, Senato e Camera per ogni parlamentare versavano molti soldi, ovviamente pubblici, secondo un sistema simile a un’assicurazione privata, in modo che, dopo una certa età, il parlamentare potesse ricevere un lauto assegno mensile. Appunto come un&#8217;assicurazione privata. Ma il contributo versato dal parlamentare era molto ridotto (circa 1.290 € al mese) rispetto ai costi totali e, ancor più, rispetto alle prestazioni ricevute nel momento in cui si maturava il diritto al vitalizio.<br />
Abolendo il vitalizio sono successe due cose.</p>
<p><span id="more-1893"></span><br />
La prima, la più importante, è che Senato e Camera non devono più accantonare, per questa sorta di assicurazione privata, una quota molto alta di contributi, necessari per garantire il vitalizio, ma dovrà accantonare soltanto la quota previdenziale di contributi (il 22 % dello stipendio lordo), la stessa percentuale versata da qualunque altra azienda o ente in base allo stipendio del dipendente, per garantire una pensione contributiva e quindi legata ai reali contributi versati. Solo in questo modo il Senato risparmia circa 5,5  milioni di euro l’anno e la Camera altri 11 milioni l&#8217;anno. È una rivoluzione copernicana, ad essere risparmiati sono i soldi dei cittadini. Il ricorso fatto in questi giorni da alcuni deputati ed ex deputati ,contro la delibera che ha  stabilito il passaggio dal sistema dei vitalizi al sistema previdenziale contributivo, è la chiara dimostrazione di quanto &#8220;morda&#8221; questa norma.<br />
La seconda è che, su questa vicenda, è stato scritto molto, si è parlato, per esempio, anche dell&#8217;abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali. Vorrei sottolineare che tutti gli enti che hanno abolito i vitalizi lo hanno fatto a partire dalla prossima legislatura, mentre Senato e Camera lo hanno fatto a partire da gennaio di quest&#8217;anno.<br />
Si è scritto molto anche riguardo la riduzione dello stipendio. Si è detto, anche qui, che si è trattato di una finta riduzione. Prima di tutto, sottolineo che il risparmio per le due Camere non è assolutamente fittizio (e se l’istituzione risparmia, il parlamentare evidentemente riceve di meno). Il nostro stipendio netto, effettivamente, rimane lo stesso anche se c’è stato comunque un taglio. Cos’è successo?<br />
Trasformando il sistema previdenziale da sistema privilegiato a normale, cambia completamente la busta paga del parlamentare. Cambia l&#8217;entità del prelievo previdenziale cambia l&#8217;entità del prelievo fiscale e scompare il prelievo per la reversibilità del vitalizio. Di conseguenza pur determinando un risparmio per le due Camere, ogni senatore avrebbe percepito 800 euro in più e ogni deputato 700 euro in più sullo stipendio netto mensile. I Consigli di presidenza di Senato e Camera, invece, hanno scelto di ridurre il reddito lordo, in modo da diminuire ulteriormente le spese ed evitando che il reddito netto subisse un incremento. Così, il reddito lordo di un senatore passa da 140.100 a 124.500 euro annui, mentre un deputato subisce la stessa decurtazione proporzionale, con un taglio di 1.300 euro su base mensile.</p>
<p>Le decisioni prese dai Consigli di presidenza sull&#8217;eliminazione dei vitalizi e sulla riduzione dell&#8217;indennità lorda tagliano le spese del Senato , per minori accantonamenti e minori spese di 36.000 euro annui per ogni senatore, e le spese sostenute dalla Camera  dei deputati , sempre per minori spese e minori accantonamenti, di 35.000 euro annui per ogni deputato. Queste decisioni determinano ,a partire dal primo gennaio di quest&#8217;anno, un risparmio totale di 11,5 milioni di euro per il Senato e di  22 milioni di euro per la Camera.</p>
<p>Ecco perché lo stipendio netto resta lo stesso ma Senato e Camera risparmiano 33,5 milioni di euro , a partire da quest&#8217;anno la pensione per i parlamentari sarà molto più bassa e basata sui contributi realmente versati. Sistemato lo stipendio e reso confrontabile con quello di tutti gli altri lavoratori ora è necessario che la stessa cosa venga fatta anche per i rimborsi spese. E&#8217; necessario che Camera e Senato  agiscano come  fanno le aziende private nei confronti dei dipendenti soggetti alle trasferte. Per fare in modo che queste risorse siano date in modo trasparente e senza alcuna polemica è necessario che queste spese, sostenute dal parlamentare per espletare correttamente il mandato, non vengano pagate a forfait, ma siano rimborsate previa dimostrazione delle ricevute di pagamento, come accade per tutti gli altri lavoratori. Questo sarà l&#8217;ulteriore passaggio decisivo per portare maggiore trasparenza possibile e per dimostrare concretamente, dopo gli ultimi tagli,  che i parlamentari italiani costano meno dei parlamentari di molti altri Paesi europei.</p>
<p>Marco Stradiotto componente del Consiglio di Presidenza del Senato</p>
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		<title>Da Berlusconi a Monti: Gli effetti delle manovre 2010/11 sulle entrate dei comuni della Provincia di Rovigo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:00:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli effetti delle manovre 2010/11 sulle entrate dei comuni della Provincia di Rovigo per aprire il dossier clicca qui o sulla foto Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l&#8217;anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>Gli effetti delle manovre 2010/11 sulle entrate dei comuni della Provincia di Rovigo per aprire il dossier <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/Rovigo-ultima2012-completa.pdf">clicca qui</a> o sulla foto</strong></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/Rovigo-ultima2012-completa.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1795" title="foto Rovigo_prov" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/foto-Rovigo_prov-300x279.gif" alt="" width="300" height="279" /></a></p>
<p><strong>Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l&#8217;anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai 5.000 abitanti. Il Decreto Legge 201/11 (Governo Monti) ha previsto un taglio, ulteriore, di 1,45 Miliardi, per l&#8217;anno 2012, per tutti i Comuni italiani esclusi quelli ricadenti nel Trentino Alto Adige, nel Friuli Venezia Giulia e in Valle d&#8217;Aosta. L&#8217;effetto dei due Decreti determina che i Comuni della Provincia di Rovigo avranno nel 2012 una minore entrata , rispetto al 2011, di 9,4 milioni di € e di 14,3 milioni di € rispetto al 2010 . A fronte dei nuovi tagli, l’aumento dell’IMU è l’unico margine a disposizione dei comuni. Diventa fondamentale riformare radicalmente i meccanismi che regolano le entrate dei comuni al fine di garantire entrate certe ed una maggiore autonomia finanziaria come prevederebbe il vero federalismo.</strong></p>
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		<title>Da Berlusconi a Monti:Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della Provincia di Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:50:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della Provincia di Venezia per aprire il dossier clicca qui o sulla foto Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l&#8217;anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della Provincia di Venezia per aprire il dossier <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/Venezia-ultima-2012-completa.pdf">clicca qui</a> o sulla foto</strong></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/Venezia-ultima-2012-completa.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1786" title="foto venezia" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/foto-venezia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l&#8217;anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai 5.000 abitanti. Il Decreto Legge 201/11 (Governo Monti) ha previsto un taglio, ulteriore, di 1,45 Miliardi, per l&#8217;anno 2012, per tutti i Comuni italiani esclusi quelli ricadenti nel Trentino Alto Adige, nel Friuli Venezia Giulia e in Valle d&#8217;Aosta. L&#8217;effetto dei due Decreti determina che i Comuni della Provincia di Venezia avranno nel 2012 una minore entrata , rispetto al 2011, di 41,79 milioni di € e di 68,0 milioni di € rispetto al 2010 . A fronte dei nuovi tagli, l’aumento dell’IMU è l’unico margine a disposizione dei comuni. Diventa fondamentale riformare radicalmente i meccanismi che regolano le entrate dei comuni al fine di garantire entrate certe ed una maggiore autonomia finanziaria come prevederebbe il vero federalismo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Da Berlusconi a Monti: Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della provincia di Vicenza</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:44:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della provincia di Vicenza per aprire il dossier clicca qui o sulla foto Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l&#8217;anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della provincia di Vicenza per aprire il dossier <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/Vicenza-ultima-2012-completa.pdf">clicca qui </a>o sulla foto</strong></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/Vicenza-ultima-2012-completa.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1843" title="vicenza_turismo" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/01/vicenza_turismo-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p><strong>Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l&#8217;anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai 5.000 abitanti. Il Decreto Legge 201/11 (Governo Monti) ha previsto un taglio, ulteriore, di 1,45 Miliardi, per l&#8217;anno 2012, per tutti i Comuni italiani esclusi quelli ricadenti nel Trentino Alto Adige, nel Friuli Venezia Giulia e in Valle d&#8217;Aosta. L&#8217;effetto dei due Decreti determina che i Comuni della Provincia di Vicenza avranno nel 2012 una minore entrata , rispetto al 2011, di 32,2 milioni di € e di 48,9 milioni di € rispetto al 2010 . A fronte dei nuovi tagli, l’aumento dell’IMU è l’unico margine a disposizione dei comuni. Diventa fondamentale riformare radicalmente i meccanismi che regolano le entrate dei comuni al fine di garantire entrate certe ed una maggiore autonomia finanziaria come prevederebbe il vero federalismo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>TOGLIAMO L&#8217;ALIBI : SE I CONTI VANNO MALE LE COLPE NON SONO SOLO DELLA &#8220;PRIMA REPUBBLICA&#8221;</title>
		<link>http://www.marcostradiotto.org/varie/togliamo-lalibi-se-i-conti-vanno-male-le-colpe-non-sono-solo-della-prima-repubblica/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 23:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TOGLIAMO L&#8217;ALIBI : SE I CONTI VANNO MALE LE COLPE NON SONO SOLO DELLA &#8220;PRIMA REPUBBLICA&#8221; per aprire il dossier clicca qui o sulla foto Esaminando i  dati  ISTAT  relativi  all&#8217;ultimo  trentennio balzano  agli  occhi  dei  dati  eclatanti, in  particolare  guardando  l&#8217;evoluzione e  la composizione della spesa pubblica delle pubbliche amministrazioni. Quante volte ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>TOGLIAMO L&#8217;ALIBI : SE I CONTI VANNO MALE LE COLPE NON SONO SOLO DELLA &#8220;PRIMA REPUBBLICA&#8221; </strong></p>
<p>per aprire il dossier <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/12/ITALIA-spesa-9dic2011-11.pdf">clicca qui</a> o sulla foto</p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/12/ITALIA-spesa-9dic2011-11.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1772" title="ITALIA spesa 9dic2011 (1)_001" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/12/ITALIA-spesa-9dic2011-1_0011-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Esaminando i  dati  ISTAT  relativi  all&#8217;ultimo  trentennio balzano  agli  occhi  dei  dati  eclatanti, in  particolare  guardando  l&#8217;evoluzione e  la composizione della spesa pubblica delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Quante volte ci siamo sentiti dire che se le cose nel nostro Paese non vanno bene a causa delle scelte e per la responsabilità dei politici e dei partiti della prima Repubblica! Certo, la prima Repubblica, sopratutto nella sua fase finale, errori ne ha fatti parecchi. Uno per tutti pensiamo ad esempio alla concessione delle famose &#8220;pensioni baby&#8221;. Ma se guardiamo i dati relativi alla spesa pubblica ci accorgiamo che, tranne rari periodi, la cosiddetta seconda repubblica non ha saputo fare meglio. Tra i periodi &#8220;virtuosi&#8221; della seconda repubblica troviamo sicuramente gli anni che vanno dal 1996 al 2000, governi Prodi e D&#8217;Alema, che in quegli anni hanno riportato l&#8217;Italia a rispettare i parametri di Maastricht. A partire dal 2000 è ripartita la &#8220;corsa&#8221;della spesa pubblica e del debito, trend che è continuato fino al 2010 tranne un leggero rallentamento nel 2006-2007 (Governo Prodi).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Decreto &#8220;Salva Italia&#8221; il mio intervento in aula :Cara Lega Basta con il gioco delle bandierine! State mettendo a repentaglio i risparmi dei cittadini.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 17:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decreto &#8220;Salva Italia&#8221; il mio intervento in aula :Cara Lega Basta con il gioco delle bandierine! State mettendo a repentaglio i risparmi dei cittadini.   Per vedere il video clicca qui o sulla foto  Signor Presidente, con il cosiddetto decreto salva-Italia, sul quale voterò favorevolmente, diamo una risposta importante alle necessità del nostro Paese: salviamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>Decreto &#8220;Salva Italia&#8221; il mio intervento in aula :Cara Lega Basta con il gioco delle bandierine! State mettendo a repentaglio i risparmi dei cittadini.  </strong></p>
<p>Per vedere il video clicca <a href="http://youtu.be/SMiY8xR9XwI">qui</a> o sulla foto</p>
<p><strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SMiY8xR9XwI&amp;feature=youtu.be"><img class="alignleft size-medium wp-image-1766" title="Senato della Repubblica53a 008" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/12/Senato-della-Repubblica53a-008_00061-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </strong><strong>Signor Presidente, con il cosiddetto decreto salva-Italia, sul quale voterò favorevolmente, diamo una risposta importante alle necessità del nostro Paese: salviamo appunto l&#8217;Italia. Rispetto a tanti interventi di critica che ho sentito, credo fosse dovere del Governo e del Parlamento di questo Paese salvaguardare i risparmi dei cittadini, le pensioni, il lavoro, anche perché sappiamo cosa è successo in Grecia, dove, viceversa, si è andati al default.<br />
Relativamente alla questione equità, ci sono in particolare alcune norme che, dal mio punto di vista, cambiano completamente lo scenario rispetto a tutte le manovre approvate fino ad oggi. Ne cito solo due: la tracciabilità e l&#8217;eliminazione del segreto bancario. Il vero dramma e l&#8217;iniquità di questo Paese è la grande evasione fiscale: 250 miliardi di euro di evasione ed elusione. Fintantoché non combattiamo questa piaga (che viceversa potremo vedere come una risorsa nel momento in cui la combatteremo) nel nostro Paese non potrà esserci equità.<br />
Voglio poi soffermarmi sulla questione particolare dell&#8217;IMU, tanto sollevata dalla Lega. Ho sentito tante cose in queste ore di dibattito: in particolare, ho sentito alcuni amici e colleghi della Lega sostenere punti di vista diversi da quelli che sostenevano un anno fa, quando abbiamo affrontato il federalismo municipale e quando ci dicevano nei corridoi della Commissione bicamerale: «Peccato che abbiamo tolto l&#8217;ICI». In un Paese che si vuol fare federale la peggior cosa è infatti l&#8217;eliminazione della tassazione sulla prima casa come possibilità di entrata per gli enti locali e per i Comuni. (Applausi del senatore Astore).</strong></p>
<p><strong><span id="more-1754"></span><br />
Quindi, mi dispiace sentire che una forza che ha fatto del federalismo il suo obiettivo non consideri invece l&#8217;effettiva opportunità di conseguire la famosa autonomia impositiva da parte dei Comuni, cosa che non si realizzava con l&#8217;approvazione del federalismo municipale, perché le tasse continuavano ad andare a Roma, e quindi non cambiava assolutamente nulla. Così, invece, si ritorna all&#8217;autonomia impositiva. Sono stato sindaco fino al 2003: ebbene, i sindaci che hanno operato fino a quel periodo erano più liberi e autonomi di oggi e avevano più risorse.<br />
Credo che con questo sistema ci sia veramente la possibilità di conseguire l&#8217;autonomia. I leghisti dovrebbero invece chiedere di abbassare la pressione fiscale IRPEF, che pesa solo su alcune categorie, e per l&#8217;85 per cento su lavoratori dipendenti e pensionati. Questa è equità: non il contrastare l&#8217;IMU. Certo, per quanto riguarda l&#8217;IMU c&#8217;è il problema che le rendite catastali sono inique, e quindi, nel momento in cui andiamo ad applicare un unico coefficiente di moltiplicazione alle rendite, moltiplichiamo quell&#8217;ingiustizia.<br />
Ho fatto una stima e ho chiesto dei dati anche all&#8217;Agenzia del territorio: sapete quante abitazioni in Italia hanno una rendita inferiore ai 370 euro, il che vuol dire che pagheranno da zero a un massimo di 50 euro? Sono 14 milioni. Ciò vuol dire che l&#8217;IMU, fatta così, costerà tantissimo a Roma, ma pochissimo in alcuni Comuni del Veneto, e questo creerà un problema all&#8217;autonomia finanziaria di quei Comuni. (Applausi del senatore Morando). Serve quindi un meccanismo diverso per le detrazioni, che sia diversificato, e serve ragionare in modo diverso sulla determinazione delle rendite. In questo modo creeremo veramente un sistema autonomo dove i servizi pubblici siano sulle spalle di tutti: non solo del lavoratore dipendente e del pensionato, ma anche degli evasori.<br />
Infine, un appello alla Lega. Cari amici della Lega, voi avete fatto del federalismo l&#8217;obiettivo programmatico di questa legislatura e non capisco perché vi fermiate in questo momento. Non capisco perché non vi mettiate insieme con noi, perché anche nel PD e nel PdL ci sono tantissimi parlamentari convinti che il federalismo sia lo strumento per combattere l&#8217;evasione e il sommerso. Allora, perché non fate e non chiedete con noi le modifiche necessarie affinché si completi quel disegno riformatore? Viceversa, preferite fare il gioco delle bandierine: guardate che dalle nostre parti vi hanno capito e mi hanno chiesto se il federalismo lo volete davvero o volete fare il gioco delle bandierine. Caro collega Franco, io ci vado alle assemblee, e i cittadini ci capiscono, perché chiedono che noi parlamentari siamo dei buoni padri di famiglia, e non che agitiamo le bandierine: perchè promettendo il Paese dei balocchi, questo Paese l&#8217;avete portato a &#8220;ramengo&#8221;. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GOVERNO DI IMPEGNO NAZIONALE: SONO NECESSARI LEADER CON LA L MAIUSCOLA!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 14:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LETTERA PUBBLICATA SU LA NUOVA VENEZIA DEL    1 dicembre 2011 &#160; GOVERNO DI IMPEGNO NAZIONALE: SONO NECESSARI LEADER CON LA L MAIUSCOLA! All’indomani della fiducia al governo Monti, nel nuovo scenario politico che va delineandosi, appare chiaro che al Paese occorra una vera svolta. Per questo, è necessario che i partiti che appoggiano la Maggioranza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>LETTERA PUBBLICATA SU LA NUOVA VENEZIA DEL    1 dicembre 2011</strong></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/12/GOVERNO-DI-IMPEGNO-NAZIONALE11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1699" title="GOVERNO DI IMPEGNO NAZIONALE1" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/12/GOVERNO-DI-IMPEGNO-NAZIONALE11-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GOVERNO DI IMPEGNO NAZIONALE: SONO NECESSARI LEADER CON LA L MAIUSCOLA!</strong></p>
<p>All’indomani della fiducia al governo Monti, nel nuovo scenario politico che va delineandosi, appare chiaro che al Paese occorra una vera svolta. Per questo, è necessario che i partiti che appoggiano la Maggioranza scelgano di togliersi le varie ‘maglie’ di appartenenza e affrontino con volontà autentica i temi fondamentali per mettere ordine nel Paese. Nel discorso programmatico al Parlamento, il presidente Monti ha detto chiaramente che l’azione del nuovo Governo sarà guidata dal principio di equità. In base a questi presupposti, i partiti dovrebbero mettere in cima alle proprie agende interventi da affrontare con un Governo sorretto da una grande coalizione, al riparo da clientele territoriali e di categoria. </p>
<p>Il momento che stiamo vivendo contiene un grande paradosso: il Governo è sostenuto da quasi il 90% dei parlamentari, sia alla Camera che al Senato, ma i partiti di appartenenza degli stessi parlamentari sembrano restii. Sui giornali leggiamo di polemiche su presunti o veri incontri segreti tra i leader dei partiti della maggioranza per ragionare sulle misure da intraprendere. Per quanto mi riguarda, credo che quello della polemica sia il mezzo più sbagliato, da entrambe le parti, di affrontare le delicatissime questioni politico-economiche in cui ci troviamo.</p>
<p><span id="more-1698"></span></p>
<p>Da un lato, esistono i cosiddetti “elettori tifosi”, vero zoccolo duro tipico di ogni partito, che fanno più fatica a comprendere un accordo fra gli &#8220;antichi nemici”. Dall’altro, però, la maggioranza degli italiani,  così come la gran parte degli &#8220;elettori sportivi” individuabili nel “voto d&#8217;opinione”, spererebbero in un comportamento più nuovo e maturo della politica, basato sulla piena comprensione della situazione, lontano da posizioni marginali, e consapevole delle vere necessità per fare in modo che l&#8217;Italia diventi un Paese all’avanguardia e moderno. Un percorso possibile e realizzabile già in questo anno e mezzo che ci separa dalle prossime elezioni. Un arco di tempo nel quale è fondamentale abbandonare la logica del raggiungimento del consenso nel breve periodo, che trascinerebbe il Paese alla rovina e dopo il quale ogni partito sarà libero di abbandonare le attuali strategie da &#8220;grande coalizione&#8221; e indossare nuovamente la propria casacca di appartenenza.</p>
<p>Chiarite le posizioni politiche, quali sono le misure urgenti da attuare? Prima di tutto mettere ordine nei conti pubblici, chiedendo a tutti uno sforzo per contribuire al risanamento con sacrifici proporzionati alla propria disponibilità: chi ha di più deve contribuire di più. Allo stesso modo, è urgente contrastare l’evasione fiscale. Ogni azione, dunque, deve tener necessariamente presente che l’equità è il principio motore di ogni riforma. Anche qui, però, è fondamentale partire dalla politica e dalla classe dirigente tutta, che deve porsi lei per prima come esempio positivo, imponendo sacrifici al sistema di privilegi che fino ad oggi l’ha caratterizzata. A tal fine, sono necessari tagli netti e definitivi ai costi della politica, dei sindacati, di tutte le ‘caste’ sedimentate nel corso degli anni. </p>
<p>È importante, ancora, cambiare la legge elettorale, per fare in modo che i cittadini possano tornare a scegliere i propri rappresentanti; approvare il codice delle autonomie, per chiarire definitivamente quali siano le competenze di Stato, Regioni, Province e Comuni, ossia chi fa cosa ai vari livelli della Pubblica Amministrazione; portare avanti la riforma federalista, per mettere al centro le autonomie locali, i comuni in particolare.</p>
<p>La discussione sospesa sul federalismo deve riprendere a partire da cinque principi fondamentali: più autonomia, più responsabilità, più equità, più giustizia nella ripartizione delle risorse, più solidarietà a tenere insieme tutto il resto. Per le autonomie locali, questa divisione potrebbe rappresentare l’unica possibilità per affrontare in modo serio e risolvere le questioni create dalla concorrenza territoriale tra Regioni a statuto speciale, situazioni ormai insostenibili. Questa fase storica così critica potrebbe davvero costituire il  momento adatto per affrontare temi così delicati, anche considerando il fatto che l’attuale Maggioranza è lontana dai condizionamenti e dai ‘ricatti’ dei parlamentari provenienti da quelle regioni o appartenenti a specifiche categorie. </p>
<p>È necessario, inoltre, affrontare la questione del costo della Pubblica Amministrazione, dagli astronomici stipendi di alcuni funzionari pubblici ai privilegi insostenibili di altri. Come pure, è urgente considerare l’arretratezza strutturale e infrastrutturale del Paese, lasciando da parte i vari meccanismi politici: la necessità di dotarci di strade, autostrade, ferrovie, termovalorizzatori non deve più essere strumentalizzata dal gioco del sì e del no a seconda che ci si trovi in maggioranza o in opposizione.</p>
<p> Una politica con la ‘P’ maiuscola ha il dovere di guardare a tutte queste variabili, con occhio critico e competente. Il fatto che attualmente il Governo sia guidato da tecnici non significa che i parlamentari debbano stare seduti a guardare l’operato altrui. Significa, piuttosto, che ad accompagnare le scelte della Maggioranza debba esserci sostegno solido e bipartisan, per affrontare alcune importantissime riforme che probabilmente i singoli ‘poli’ avrebbero difficoltà a portare a termine. </p>
<p>Ai leader dei diversi partiti chiedo responsabilità che si traduce in un appoggio al Governo Monti e che prediliga la linea del rigore e della riflessione alle tifoserie.  </p>
<p>Può darsi che una scelta di questo tipo non porti consensi immediati del giorno dopo, ma sono certo che i risultati elettorali premieranno i partiti e i leader che avranno dimostrato di avere a cuore il futuro del proprio Paese più di quello del proprio Partito.<br />
Marco Stradiotto</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fondi statali per le politiche sociali: Nuovi tagli con la Legge di stabilità 2012 di Antonio Misiani</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fondi statali per le politiche sociali: Nuovi tagli con la Legge di stabilità 2012  di Antonio Misiani deputato del Partito Democratico &#160; La Legge di stabilità 2011 aveva stabilito una drastica riduzione dei fondi statali destinati a politiche di carattere sociale, evidenziata dall&#8217;Analisi pubblicata da Nens nel dicembre 2010. L&#8217;approvazione della Legge di stabilità 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><div>
<p><strong>Fondi statali per le politiche sociali: N</strong><strong>uovi tagli con la Legge di stabilità 2012  </strong>di Antonio Misiani deputato del Partito Democratico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/MISIANI.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-1689" title="solidarieta" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/solidarieta.jpg" alt="" width="272" height="253" /></a></p>
<p>La <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010;220">Legge di stabilità 2011</a></span> aveva stabilito una drastica riduzione dei fondi statali destinati a politiche di carattere sociale, evidenziata dall&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nens.it/_public-file/Finanziaria%202011%20e%20politiche%20sociali%20-%20aggiornamento%20approvazione%20definitiva.pdf">Analisi</a></span> pubblicata da Nens nel dicembre 2010. L&#8217;approvazione della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0054840.pdf">Legge di stabilità 2012</a></span> (Legge 12 novembre 2011, n. 183), varata successivamente alla manovra estiva 2011 (Decreti-legge <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto-legge:2011-07-06;98">98/2011</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto-legge:2011-08-13;138">138/2011</a></span>), non ha mutato questo quadro. Anzi, in molti casi si registra un&#8217;ulteriore riduzione degli stanziamenti rispetto a quanto era stato previsto con la Legge di stabilità 2011.</p>
<p>PER APRIRE LO STUDIO <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/MISIANI.pdf">CLICCA QUI </a>O SULLA FOTO</p>
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		<title>DISEGNO DI LEGGE :MISURE DI PREMIALITA&#8217; PER I COMUNI VIRTUOSI A.S. 2927</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 15:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DISEGNO DI LEGGE :MISURE DI PREMIALITA&#8217; PER I COMUNI E PROVINCE VIRTUOSE AS 2927 d’iniziativa dei senatori STRADIOTTO, ANDRIA, ANTEZZA, BIANCO, BERTUZZI, BIONDELLI, BLAZINA, BUTTI, CECCANTI, CHITI, DE LUCA, DE SENA, DI GIOVAN PAOLO, Marco FILIPPI, FISTAROL, Mariapia GARAVAGLIA, GIARETTA, LUSI, MAGISTRELLI, MAZZUCONI, MONGIELLO, MUSSO, Paolo ROSSI e THALER AUSSERHOFER   Il seguente disegno di legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><strong>DISEGNO DI LEGGE :<span style="font-family: mceinline;">MISURE DI PREMIALITA&#8217; PER I COMUNI E PROVINCE VIRTUOSE AS 2927</span></strong></p>
<p><strong>d’iniziativa dei senatori STRADIOTTO, ANDRIA, ANTEZZA, BIANCO, BERTUZZI, BIONDELLI, BLAZINA, BUTTI, CECCANTI, CHITI, DE LUCA,<br />
DE SENA, DI GIOVAN PAOLO, Marco FILIPPI, FISTAROL, Mariapia GARAVAGLIA, GIARETTA, LUSI, MAGISTRELLI, MAZZUCONI, MONGIELLO, MUSSO, Paolo ROSSI e THALER AUSSERHOFER</strong></p>
<p> <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/stabilita1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1673" title="stabilita" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/stabilita1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Il seguente disegno di legge si pone come obiettivo quello di istituire un meccanismo premiale in favore di quei comuni che si caratterizzano per la virtuosità della gestione economico-finanziaria ed amministrativa; a tali comuni sarà concessa maggiore autonomia e libertà, attraverso un patto di stabilità meritocratico.</p>
<p>    Tale proposta prevede di dare, dunque, maggiore autonomia ai comuni e alle province, in cambio di una maggiore responsabilità da parte degli amministratori locali. Più nel dettaglio, tutti i comuni e le province che adottano iniziative per il dimezzamento del loro debito e che mantengano un costo della «politica» inferiore al 5 per cento delle proprie entrate saranno esentati dal rispetto dei vincoli del patto di stabilità.<br />
    Attraverso un allentamento dei vincoli del patto di stabilità, il comune potrebbe accogliere più prontamente le richieste che ogni giorno il cittadino rivolge all’amministrazione: potenziare i servizi socio-assistenziali; effettuare il pagamento di tutti i lavori commissionati, risollevando le sorti di molte piccole aziende artigianali e commerciali locali e contribuendo fattivamente alla ripresa dell’economia locale; effettuare lavori e manutenzioni del territorio amministrato, dando nuove opportunità di lavoro.<br />
    Con l’approvazione di questo disegno di legge, il patto di stabilità non diventerebbe un vincolo uguale per tutti ma uno strumento volto ad «impegnare» gli enti locali meno virtuosi e più indebitati. A tal fine, è previsto che il patto di stabilità si applichi anche nei confronti di tutti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, al fine di evitare il crescente ricorso all’indebitamento da parte dei medesimi.</p>
<p><span id="more-1668"></span><br />
    Nel merito, l’articolo 1 del presente disegno di legge considera virtuosi «i comuni che hanno un rapporto tra spese per le indennità e le entrate proprie del titolo I (Entrate tributarie) inferiore al 5 per cento»; sono, altresì, considerate virtuose «le province che hanno un rapporto tra spese per le indennità e le entrate proprie del titolo I (Entrate tributarie) inferiore al 3 per cento». Inoltre, l’articolo 1 non assoggetta ai parametri del patto di stabilità: <em>a) </em>i comuni che rispettano i parametri previsti dal comma 3 dell’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e che destinano un importo complessivo, per il pagamento degli interessi passivi, inferiore al 4 per cento delle entrate correnti di cui ai Titoli I (Entrate tributarie), II (Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti), III (Entrate extratributarie) del medesimo bilancio; <em>b) </em>le province che rispettano i parametri previsti dal comma 4 dell’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e che destinano un importo complessivo, per il pagamento degli interessi passivi, inferiore al 3 per cento delle entrate correnti di cui al titolo I (Entrate tributarie), II (Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti), III (Entrate extra tributarie) del medesimo bilancio.<br />
    Ciò premesso, i promotori auspicano un esame ed un’approvazione in tempi rapidi del presente disegno di legge, quale segno di grande responsabilità: infatti, attivarsi per attutire il peso del patto di stabilità sui comuni andrebbe a colpire l’indebitamento vero e permetterebbe di non soffocare i comuni virtuosi, generando per tale via maggiore ricchezza per i cittadini e per l’economia del proprio territorio. </p>
<h4>DISEGNO DI LEGGE  A.S. 2927  <span style="font-family: mceinline;">MISURE DI PREMIALITA&#8217; PER I COMUNI VIRTUOSI </span></h4>
<p>Art. 1.</p>
<p>    1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, a decorrere dall’anno 2012, i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti sono assoggettati ai vigenti parametri del patto di stabilità.</p>
<p>    2. A decorrere dall’anno 2012, non sono assoggettati ai vigenti parametri del patto di stabilità:</p>
<p>        <em>a) </em>i comuni che rispettano i parametri previsti dal comma 3 dell’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e che destinano un importo complessivo, per il pagamento degli interessi passivi, inferiore al 4 per cento delle entrate correnti di cui ai Titoli I (Entrate tributarie), II (Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti) e III (Entrate extratributarie) del comma 3 dell’articolo 165 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;</p>
<p>        <em>b)</em> le province che rispettano i parametri previsti dal comma 4 dell’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e che destinano un importo complessivo, per il pagamento degli interessi passivi, inferiore al 3 per cento delle entrate correnti di cui ai Titoli I (Entrate tributarie), II (Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti) e III (Entrate extratributarie) del comma 3 dell’articolo 165 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.</p>
<p>    3. A decorrere dall’anno 2012, sono altresì considerati virtuosi:<br />
        <em>a)</em> i comuni che hanno un rapporto tra spese per le indennità e le entrate proprie del Titolo I (Entrate tributarie) del comma 3 dell’articolo 165 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, inferiore al 5 per cento. Nelle spese per l’indennità sono ricomprese tutte le spese per le indennità del sindaco, degli assessori e dei componenti il consiglio comunale compresi gli oneri, le imposte, i rimborsi ed ogni contributo versato a vario titolo;</p>
<p>        <em>b)</em> le province che hanno un rapporto tra spese per le indennità e le entrate proprie del Titolo I (Entrate tributarie) del comma 3 dell’articolo 165 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, inferiore al 3 per cento. Nelle spese per l’indennità sono ricomprese tutte le spese per le indennità del presidente della provincia, degli assessori e dei componenti il consiglio provinciale compresi gli oneri, le imposte, i rimborsi ed ogni contributo versato a vario titolo.</p>
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		<title>IL MAXIEMENDAMENTO + GLI ALTRI 5 EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GOVERNO ALLA LEGGE DI STABILITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 19:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Emendamento 4.2000]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[L'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Stradiotto]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Testo Maxiemendameto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il testo del maxiemendamento presentato dal Governo  alla legge di stabilità. Sono stati presentati 6 emendamenti , 5 emendamenti toccano aspetti importanti ma settoriali come : il patto di stabilità per gli Enti territoriali (Emendamento 4.0.1000), le disposizioni per L&#8217;Aquila (Emendamento 5.2000) , le disposizioni a favore dei Benzinai (Emendamento 5.0.1000) , la rimodulazione dei tagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/legge-stabilita-2581.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1648" title="legge-stabilita-258" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/legge-stabilita-2581-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ecco il testo del maxiemendamento presentato dal Governo  alla legge di stabilità. Sono stati presentati 6 emendamenti , 5 emendamenti toccano aspetti importanti ma settoriali come : il patto di stabilità per gli Enti territoriali (Emendamento 4.0.1000), le disposizioni per L&#8217;Aquila (Emendamento 5.2000) , le disposizioni a favore dei Benzinai (Emendamento 5.0.1000) , la rimodulazione dei tagli ai Ministeri  (Emendamento 3.1000) e la ripartizione dei fondi provenienti dalla vendita delle frequenze radiotelevisive (Emendamento 5.1000) . Ma l&#8217;emendamento più importante detto anche maxiemendamento  è quello che recepisce gli impegni che il Governo italiano si è preso nei confronti della comunità internazionale. Il <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/seconda-parte-maxiemendamento.pdf">Maxiemendamento</a> porta il numero 4.2000 per vederlo e scaricarlo clicca sulla foto o <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/seconda-parte-maxiemendamento.pdf">qui</a></p>
<p><strong>Gli altri 2 emendamenti</strong> : 1)disposizioni per L&#8217;Aquila (<a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/emendamento-5.2000-em.-5.0.1000-.pdf">Emendamento 5.2000</a>); 2) disposizioni a favore dei Benzinai (<a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/emendamento-5.2000-em.-5.0.1000-.pdf">Emendamento 5.0.1000</a>);per vederli <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/emendamento-5.2000-em.-5.0.1000-.pdf">clicca qui</a> (i due emendamenti sono insieme uno dopo l&#8217;altro);</p>
<p><strong>Gli altri 3  Emendamenti </strong> A)rimodulazione dei tagli ai Ministeri  (<a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/maxiemendamento.pdf">Emendamento 3.1000</a>); patto di stabilità per gli Enti territoriali (<a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/maxiemendamento.pdf">Emendamento 4.0.1000</a>); vendita delle frequenze radiotelevisive (<a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/maxiemendamento.pdf">Emendamento 5.1000</a>);  per vederli <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/11/maxiemendamento.pdf">clicca qui </a>(i 3 emendamenti sono insieme uno dopo l&#8217;altro);</p>
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