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	<title>Marco Stradiotto &#187; Varie</title>
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	<description>Senatore del Partito Democratico</description>
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		<title>MANOVRA ECONOMICA: IL MIO INTERVENTO IN AULA DEL SENATO</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 15:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, la situazione dei conti pubblici è critica ed era necessaria una manovra correttiva. I numeri parlano chiaro: il debito pubblico ha raggiunto livelli incredibili, altissimi pari al 118 per cento del prodotto interno lordo. I dati di ieri della Banca d&#8217;Italia confermano che il debito ammonta a 1.827 miliardi; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/07/vauro3001101.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-657" title="vauro300110[1]" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/07/vauro3001101-261x300.gif" alt="" width="261" height="300" /></a></p>
<p>Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, la situazione dei conti pubblici è critica ed era necessaria una manovra correttiva. I numeri parlano chiaro: il debito pubblico ha raggiunto livelli incredibili, altissimi pari al 118 per cento del prodotto interno lordo. I dati di ieri della Banca d&#8217;Italia confermano che il debito ammonta a 1.827 miliardi; un deficit superiore al 5 per cento, una crescita molto bassa, appena sopra di qualche decimale dello 0,5 per cento; una disoccupazione che cresce e che colpisce soprattutto i giovani, le donne, un&#8217;evasione fiscale altissima stimata intorno ai 120 miliardi di euro, l&#8217;8,2 per cento del prodotto interno lordo; stipendi più bassi rispetto agli altri Paesi occidentali; una pubblica amministrazione abituata a pagare in ritardo; a volte i pagamenti arrivano dopo un anno, sei mesi o anche di più; un debito &#8220;nascosto&#8221; di cui non parliamo perché stiamo parlando di 60-70 miliardi di euro che la pubblica amministrazione non trattiene e ritarda appunto nel pagamento di beni e servizi. I numeri sono assolutamente impietosi e nonostante questo ho avuto modo di sentire in questi giorni, in questi mesi che questa manovra ci viene chiesta dall&#8217;Europa. Non è chiesta dai nostri numeri o dalla conduzione della nostra economia, ma sembra una necessità per rispondere ad esigenze esterne. Non andiamo meglio degli altri Paesi europei. Assolutamente no! Se il nostro Paese tiene è merito degli italiani. Non è sicuramente merito del Governo, di Tremonti, della politica in generale. Il nostro Paese tiene dal punto di vista economico e finanziario perché gli italiani sono delle formichine. Il risparmio privato, l&#8217;indebitamento delle famiglie è molto più basso rispetto a quello degli altri Paesi occidentali. Questa è la situazione e la realtà. Rispetto a ciò, rispondendo a chi sostiene che questa manovra è stata fatta per rispondere all&#8217;Europa, sarebbe intanto il caso di espungere da questa manovra le norme clientelari che fanno a pugni con la coerenza europea. Sto pensando alle norme relative alle quote latte o a quelle sui lavori socialmente utili (LSU) o anche ad altre norme clientelari che nulla hanno a che vedere con la sistemazione dei conti pubblici. Per quanto riguarda il nostro Paese, la manovra che voi proponete si limita ad una serie di tagli lineari e non affronta i temi in profondità, né va ad affrontare la situazione italiana con una pubblica amministrazione che mediamente non funziona, ma che in ogni caso presenta alcuni punti di eccellenza. Nel momento in cui si procede con dei tagli lineari ovviamente si danneggia proprio quella parte della pubblica amministrazione che funziona meglio. <span id="more-659"></span></p>
<p>In questo senso dovremmo tutti porci alcune domande, domande che voglio rivolgere ai rappresentanti della maggioranza e del Governo. Questa manovra aiuta la crescita? Assolutamente no. È una manovra che deprime la crescita, una manovra regressiva. Le manovre presentate aiutano l&#8217;occupazione? Combattono il fenomeno della disoccupazione? Assolutamente no. Trattandosi di una manovra regressiva, la disoccupazione aumenterà nel corso dei prossimi mesi e del prossimo anno. La manovra diminuisce la pressione fiscale? No, la manovra aumenta la pressione fiscale. Qualcuno potrebbe dire che non sono previste norme che potrebbero determinare un aumento della pressione fiscale. In realtà, il taglio effettuato nei confronti degli enti territoriali, ai comuni e alle regioni, comporterà indirettamente un aumento della tassazione locale e conseguentemente un aumento della pressione fiscale che già è ai massimi livelli, se si considera la storia della nostra Repubblica. Non si era mai raggiunto il 43,2 per cento rispetto al prodotto interno lordo. È una percentuale che manifesta una linea di tendenza, anche se in ogni caso non tiene conto del sommerso. Pertanto, per coloro che pagano le tasse si tratta di una percentuale ancora più alta. Le norme contenute in questa manovra sono coerenti con l&#8217;impianto federalista della legge n. 42 del 2009? Assolutamente no. Di fronte a me siede il collega Garavaglia, rappresentante della Lega, che stimo profondamente e al quale, nella sua veste di sindaco, voglio chiedere se quando si prevedono tagli lineari verso tutti gli enti locali nella stessa misura, non premiando dunque gli enti virtuosi, si ritrovano all&#8217;interno di una previsione del genere i principi indicati nelle norme sul federalismo. Assolutamente no. Il federalismo si basa su una maggiore autonomia accompagnata da una maggiore responsabilità, che in questo senso manca. Quando il presidente Formigoni ha detto che questa manovra è la tomba del federalismo, credo avesse assolutamente ragione. In questo senso, durante la discussione in Commissione, non è stato possibile apportare quei correttivi che sarebbero stati necessari al fine di raccordare le due normative e fare in modo che corressero in parallelo in modo che quando si arriverà a discutere di federalismo fiscale effettivamente si realizzino i presupposti e gli agganci per poterlo fare bene. La manovra incentiva gli investimenti? Assolutamente no. Il patto di stabilità così delineato impedisce agli enti territoriali di fare investimenti. Spesso e volentieri alcun comuni si ritrovano con avanzi di amministrazione che giacciono nelle casse comunali e che non possono essere spesi perché le norme sul patto di stabilità impediscono di spendere le disponibilità economiche in capo ai comuni in opere che possono essere &#8220;cantierate&#8221; nel giro di pochi mesi e che quindi darebbero in poco tempo un vantaggio significativo alla ripartenza del volano del settore edilizio o del settore delle costruzioni. La manovra corregge l&#8217;anomalo funzionamento dei pagamenti nella pubblica amministrazione? Assolutamente no. Noi accettiamo che la pubblica amministrazione paghi di più beni e servizi perché è sottinteso che essa paghi a distanza di sei mesi o addirittura di un anno. È un&#8217;assoluta incongruenza rispetto all&#8217;obiettivo che ci si pone di ridurre la spesa pubblica. È perfettamente noto che se si vuole pagare meno un bene o un servizio bisogna procedere al pagamento in tempi celeri rispetto al momento della fornitura o del servizio ottenuto. Questo succede normalmente nel privato; il pubblico fa esattamente il contrario rispetto a questa possibilità. Quindi, non andiamo a incidere sui pilastri fondamentali per far ripartire il Paese e la crescita, ossia per una ripresa dei consumi, degli investimenti e delle esportazioni. In merito, abbiamo fatto delle proposte contenute nella relazione di minoranza che ha esposto ieri il collega Giaretta: un fisco più equo, amico delle famiglie e che aiuti le imprese che assumono; un fisco e una tassazione più severa nei conferiti delle rendite finanziarie, perché di fatto questo Paese è solo unicamente sulle spalle dei lavoratori dipendenti e delle persone a reddito fisso; una riduzione della spesa corrente che non sia fatta in termini lineari ma che vada realmente ad incidere sugli sprechi. Per fare questo dobbiamo fare un&#8217;analisi, capitolo per capitolo, di ogni bilancio, settore per settore, servizio per servizio di ogni Ministero, di ogni Regione e Comune e per far questo serve un Patto di stabilità che responsabilizzi sindaci, funzionari, dirigenti, non meccanismi lineari che non danno alcun tipo di responsabilità. Infine, voglio soffermarmi sulla questione relativa agli enti locali e territoriali.</p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/07/sindaco1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-658" title="sindaco[1]" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/07/sindaco1-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a>Vorrei comprendere, e lo chiedo al rappresentante del Governo ed al relatore (che non vedo ma che so che è sindaco): considerate veramente gli enti territoriali come un peso per questo Paese? All&#8217;interno della pubblica amministrazione siete veramente convinti che di tutto il comparto la parte peggiore sia quella costituita dagli enti territoriali, la periferia? Ho questa sensazione, perché quando vediamo i tagli e andiamo a verificarli proprio dal punto di vista quantitativo ci accorgiamo che gran parte della manovra spesa sulla periferia è caratterizzata da tale considerazione. Vi posso garantire, ma spero che anche voi siate di questo parere, che in periferia le risorse vengono spese molto meglio che nello Stato centrale. Serve quindi una manovra completamente diversa in merito e quel che abbiamo chiesto è un patto di stabilità completamente diverso, più responsabile. Viceversa, se continuate in questo modo l&#8217;anno prossimo si porrà in essere una vera e propria macelleria sociale all&#8217;esterno, con tagli al sociale, quindi ai portatori di handicap, agli anziani, ai minori, ed alle scuole materne, e tagli alle attività scolastiche. Guardate che sulle spalle dei Comuni vi sono le attività di sostegno alle scuole, le attività di sostegno per l&#8217;integrazione dei figli degli immigrati; la questione relativa alla sistemazione e manutenzione di scuole e strade. I meccanismi messi in atto in questi anni sul patto di stabilità ed i tagli apportati in modo lineare hanno di fatto prodotto un taglio di tutti questi interventi. Per tali ragioni credo che serva assolutamente un cambio di passo, altrimenti vi accorgerete effettivamente l&#8217;anno prossimo che la macelleria sociale che dite di non volere fare l&#8217;avete delegata agli altri. (Applausi dal Gruppo PD).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>FRAMMENTI D&#8217;ITALIA :ecco il Dossier che ho elaborato sulle Entrate e sulle Spese delle Regioni Italiane, dati molto interessanti&#8230;.</title>
		<link>http://www.marcostradiotto.org/varie/frammenti-ditalia-ecco-il-dossier-che-ho-elaborato-sulle-entrate-e-sulle-spese-delle-regioni-italiane-dati-molto-interessanti/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 12:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
IL FEDERALISMO PUO’   ESSERE UN’OTTIMO STRUMENTO PER RIPARTIRE EQUAMENTE LE RISORSE PUBBLICHE E PER OTTENERE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE.




 
Il Federalismo può funzionare se contiene  due elementi fondamentali:
A) Autonomia Finanziaria di ogni singolo Ente Territoriale;
B) Patto di stabilità Federalista e responsabile;
 
A)L&#8217;AUTONOMIA FINANZIARIA DI OGNI SINGOLO ENTE  TERRITORIALE:
Istituire l&#8217;Autonomia finanziaria ad ogni livello territoriale con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/07/Frammenti_presentazione-da-Desk-Stradiotto.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-635" title="Foto dossier Nord Camp" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/07/Foto-dossier-Nord-Camp1-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a></p>
<p><strong>IL FEDERALISMO PUO’   ESSERE UN’OTTIMO STRUMENTO PER RIPARTIRE EQUAMENTE LE RISORSE PUBBLICHE E PER OTTENERE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il Federalismo può funzionare se contiene  due elementi fondamentali:</p>
<p><strong>A) </strong>Autonomia Finanziaria di ogni singolo Ente Territoriale;</p>
<p><strong>B) </strong>Patto di stabilità Federalista e responsabile;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A)L&#8217;AUTONOMIA FINANZIARIA DI OGNI SINGOLO ENTE  TERRITORIALE:</strong></p>
<p>Istituire l&#8217;Autonomia finanziaria ad ogni livello territoriale con un proprio tributo ben determinato, senza elemosinare trasferimenti e compensazioni dall&#8217;Amministrazione centrale.</p>
<p>La determinazione con la relativa quantificazione del tributo comportano non solo una semplificazione per gli Enti erogatori dei servizi ma anche una efficienza in quanto saranno in grado di comprendere immediatamente quello che non funziona o quello che necessità per migliorare.</p>
<p>La trasparenza e la conoscenza del quadro tributario di ogni singola Amministrazione territoriale creano  più sicurezza da parte del cittadino il quale è in grado di capire se il proprio amministratore ha svolto il compito a cui è stato chiamato in modo competente, responsabile oppure il contrario.</p>
<p>Eliminare quelle entrate che le Amministrazioni locali incassano (oggi) senza sforzo.</p>
<p>Diminuire le aliquote dell&#8217;IRPEF e  dell&#8217;IRPEG e fare in modo che agli Enti locali vadano automaticamente, nei rispettivi bilanci, la tassa registro, la tassa ipotecaria, la cedolare sugli affitti ecc..</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="4" width="217" valign="top">Comuni</td>
<td width="217" valign="top">tassa registro</td>
<td rowspan="4" width="217" valign="top">Tutto in   un’unica</p>
<p>Tassa comunale</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">tassa ipotecaria</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">cedolare sugli   affitti</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">tassa servizi</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="2" width="217" valign="top">Province</td>
<td width="217" valign="top">Canoni idrici</td>
<td rowspan="2" width="217" valign="top">Tassa   provinciale</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">Tassa trasporto   su gomma</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="2" width="217" valign="top">Regioni</td>
<td width="217" valign="top">IRAP</td>
<td rowspan="2" width="217" valign="top">Tutto in   un’unica</p>
<p>Tassa regionale</td>
</tr>
<tr>
<td width="217" valign="top">Addizionale   Regionale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="more-633"></span></p>
<p><strong>B) PATTO DI STABILITA’  FEDERALISTA E RESPONSABILE:</strong></p>
<ul>
<li>Le spese da tenere sotto controllo sono quelle che riguardano gli aspetti dove può esserci poca efficienza o spreco o utilizzo anomalo di risorse pubbliche.</li>
</ul>
<ul>
<li>Vanno individuati dei parametri standard in rapporto all&#8217;autonomia finanziaria sia per le Regioni che per le Province ed i Comuni. I parametri saranno diversi a seconda che si tratti di Regione, Provincia o Comune e ponderati in base al numero di abitanti e alla tipologia dei rispettivi territori  (montano ,di pianura, densamente abitato o meno     ecc. ecc.).</li>
</ul>
<ul>
<li>Il modo più corretto per valutare l’efficienza di ogni determinato ente è quella di rapportare  le spese  sostenute  in alcuni settori  a quelle che sono le entrate proprie, solo in questo modo si evitano i provvedimenti con tagli lineari e si responsabilizzano gli amministratori.</li>
</ul>
<ul>
<li>Le spese e i  valori da monitorare sono i seguenti:</li>
</ul>
<p>-         Spese per organi istituzionali;</p>
<p>-         Spese per il personale;</p>
<p>-         Spese per l’acquisto di beni e servizi;</p>
<p>-         Spese per interessi;</p>
<p>-         Indebitamento;</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>Per ottenere i parametri di ogni singolo ente si applicano le seguenti calcoli:<strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>-         Spese per organi istituzionali / entrate da tributi propri;</p>
<p>-         Spese per il personale / entrate da tributi propri;</p>
<p>-         Spese per l’acquisto di beni e servizi/ entrate da tributi propri;</p>
<p>-         Spese per interessi /entrate da tributi propri;</p>
<p>-         Indebitamento / entrate da tributi propri;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>Le amministrazioni che hanno parametri più alti, rispetto ai parametri di riferimento, devono ricercare il modo di rientrare nei valori standard, se non lo fanno vengono bloccate le assunzioni, gli investimenti e devono incrementare le entrate proprie . Qualora il parametro critico fosse l’indebitamento l’amministrazione interessata deve valorizzare il proprio patrimonio al fine di ridurre il debito.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Manovra Economica: Il mio intervento in commissione finanze del Senato</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 14:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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Resoconto sommario n. 176 del 17/06/2010

Il senatore STRADIOTTO (PD), proseguendo il proprio intervento, osserva come vi sia stato un  generale consenso intorno alla necessità di intervenire per assicurare la  stabilità dei conti pubblici e avviare il percorso di rientro del rapporto  deficit/PIL, ricordando anche come la maggiore propensione al risparmio  abbia [...]]]></description>
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<h1>Resoconto sommario n. 176 del 17/06/2010</h1>
</div>
<p>Il senatore <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.intranet/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=17787">STRADIOTTO</a> (<em>PD</em>), proseguendo il proprio intervento, osserva come vi sia stato un  generale consenso intorno alla necessità di intervenire per assicurare la  stabilità dei conti pubblici e avviare il percorso di rientro del rapporto  <em>deficit</em>/PIL, ricordando anche come la maggiore propensione al risparmio  abbia finora consentito di assorbire gli effetti più gravi della crisi.</p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/06/economia-grafico-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-624" title="economia-grafico-2[1]" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/06/economia-grafico-21-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>Sottolinea in termini negativi come il decreto-legge n. 78  trascuri il problema del sostegno e del rilancio dei principali fattori  macroeconomici, come i consumi interni, le esportazioni e gli investimenti  produttivi, rilevando come essi siano stati gravemente colpiti dalla crisi. Né  la manovra varata dal Governo introduce alcuna riforma strutturale per  affrontare il nodo dell&#8217;evasione e rendere il sistema fiscale più equo per i  contribuenti in regola, evitando di concentrare il prelievo sulle medesime  categorie. Permane inoltre anche il grave problema del ritardo della pubblica  amministrazione nei pagamenti ai propri fornitori né vengono date risposte  soddisfacenti all&#8217;esigenza di eliminare gli sprechi di risorse pubbliche. Quanto  meno la pesantezza e l&#8217;ampiezza della manovra pongono termine alla cattiva  informazione sinora diffusa dal Governo, che ha professato un eccessivo  ottimismo in merito alle reali condizioni dei conti pubblici e dell&#8217;economia  interna. Pertanto la maggioranza e il Governo hanno il dovere di mettere a punto  nel prosieguo della legislatura, anche sfruttando l&#8217;assenza di scadenze  elettorali, misure maggiormente incisive per assicurare il migliore  funzionamento degli apparati pubblici accantonando sterili discussioni sui costi  della politica. Altrimenti si corre il rischio di addossare al Paese gli effetti  negativi dell&#8217;incapacità decisionale del Governo.</p>
<p>Lamenta quindi l&#8217;inidoneità della manovra a ricostituire l&#8217;avanzo  primario, le cui risorse avrebbero potuto essere utilizzate ad abbattimento del  debito e a riduzione della pressione fiscale, ricordando come tale obiettivo  fosse stato garantito in campagna elettorale e smentendo anche i proclami legati  all&#8217;afflusso di maggiori risorse agli enti locali grazie all&#8217;attuazione del  federalismo fiscale. A suo parere si assiste, al contrario, a una erronea e  parziale realizzazione del processo federalista (come dimostra il recente caso  del federalismo demaniale), poiché il Governo e la maggioranza non sembrano  interessati ad affrontare i nodi cruciali del sistema economico e sociale  italiano. Si sta perdendo così l&#8217;occasione per varare una riforma organica che  sia in grado di garantire la coesione del Paese nel suo complesso, con pesanti  ricadute a livello territoriale. Su tale fronte, peraltro, rileva come i  maggiori partiti dei due schieramenti stiano perdendo terreno a vantaggio della  Lega Nord.</p>
<p><span id="more-623"></span></p>
<p>Il Governo ha inoltre trascurato anche la necessità di prevedere  stimoli per difendere i livelli occupazionali né ha razionalizzato il sistema di  contrasto all&#8217;evasione, indirizzando inoltre  le misure di inasprimento del  prelievo su coloro che sono leali con il fisco senza affrontare il nodo cruciale  dell&#8217;imponibile sottratto al fisco. In tale ambito era stato ben diverso  l&#8217;impegno del precedente Governo di centrosinistra, anche in termini di  risultati conseguiti, alla cui politica economica sono state rivolte ingiuste  accuse di vessatorietà nei confronti dei contribuenti.</p>
<p>Sin dall&#8217;avvio della legislatura sono state compiute scelte  politiche assolutamente non condivisibili, come il salvataggio dell&#8217;Alitalia  posto a carico del bilancio dello Stato, l&#8217;abolizione dell&#8217;ICI sulla prima casa  e i maggiori trasferimenti erariali soltanto ad alcuni tra i comuni più  indebitati, sulla base di criteri non oggettivi. L&#8217;intento di raggiungere gli  obiettivi di finanza pubblica attraverso continue rimodulazioni del Patto di  stabilità sarà vanificato dall&#8217;incapacità di conciliare tale impegno con  un&#8217;accresciuta responsabilità &#8211; politica e gestionale &#8211; di tutti gli  amministratori pubblici, anche a livello locale. Inoltre, non si comprende  l&#8217;atteggiamento di chiusura del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze di fronte  alle proposte di politica economica formulate dal Presidente, come il rifiuto  della possibilità di destinare i proventi derivanti dalla vendita dei beni  demaniali trasferiti agli enti locali alla riduzione del debito.</p>
<p>La concentrazione dei tagli lineari e dei risparmi di spesa  all&#8217;interno del comparto degli enti locali restituisce l&#8217;erronea impressione che  la gran parte degli sprechi nel settore pubblico si registri soltanto a livello  periferico. Nello scenario delineato, il decisore politico deve quindi assumersi  la responsabilità di elaborare e realizzare una riforma del sistema fiscale e  dello Stato in senso federale, che sia condivisa da tutti gli schieramenti e  restituisca efficienza alla gestione contabile e finanziaria dei diversi livelli  di governo attraverso un&#8217;accorta revisione del Patto di stabilità, che coinvolga  le istituzioni locali e le amministrazioni centrali. Infatti il volume dei  risparmi di spesa che il Governo si attende dai minori trasferimenti alle  regioni e ai comuni non risulta decisivo a fronte dell&#8217;ammontare complessivo del  debito pubblico. Sarebbe invece opportuno ampliare l&#8217;autonomia di entrata dei  comuni, assegnando loro la titolarità e la gestione delle imposte che registrano  il maggior indice di evasione, come quella di registro e quella sui redditi di  locazione immobiliare per uso abitativo.<a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/06/sindaco-che-protesta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-625" title="sindaco che protesta" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/06/sindaco-che-protesta-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Sul fronte dei rapporti della pubblica amministrazione con i  propri fornitori, sarebbe inoltre necessario promuovere una rinegoziazione dei  contratti, al fine di ridurre gli importi dovuti anche a fronte dei ritardi con  cui si procede all&#8217;erogazione del corrispettivo. Le imprese interessate infatti  spesso non si preoccupano dei lunghi tempi di pagamento da parte del committente  pubblico, giacché possono beneficiare dello sconto delle fatture non ancora  pagate presso gli istituti di credito.</p>
<p>Ulteriori risorse potrebbero essere recuperate nel caso di  esenzione dall&#8217;imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di beni e servizi  alla pubblica amministrazione da parte di artigiani e piccoli imprenditori, i  quali possono poi risultare incentivati nel non rilasciare le fatture per le  operazioni con altri soggetti privati.</p>
<p>La manovra induce inoltre anche l&#8217;impressione che le strutture  statali non siano chiamate a contribuire alle politiche di rigore decise dal  Governo. Conclude quindi il proprio intervento sottolineando che attraverso le   misure di riduzione degli sprechi, indicate in precedenza, sarebbe possibile  recuperare un gettito maggiore del volume totale della manovra finanziaria, per  un importo pari a ventinove miliardi di euro, con risorse aggiuntive che  potrebbero quindi essere destinate al rilancio dell&#8217;economia.</p>
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		<title>Nord Camp   2010   C&#8217;è chi dice Nord</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 12:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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NORD CAMP 2010 &#8211; C’è chi dice Nord 




 




Nord Camp 2010 è l’evento nazionale organizzato da TrecentoSessanta, in programma da giovedì 10 a sabato 12 giugno in Veneto. Accanto ad Enrico Letta parlamentari e amministratori, docenti, intellettuali. Presenti, tra gli altri, Carlo De Benedetti, il ministro Roberto Maroni, Vasco Errani e Vito De Filippo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-621" title="PROGRAMMA_DEF" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/06/PROGRAMMA_DEF5-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></p>
<p><strong>NORD CAMP 2010 &#8211; C’è chi dice Nord</strong><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"> </span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="100" valign="top"><strong><br />
</strong><strong> </strong></td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nord Camp 2010 è l’evento nazionale organizzato da TrecentoSessanta, in programma da giovedì 10 a sabato 12 giugno in Veneto. Accanto ad Enrico Letta parlamentari e amministratori, docenti, intellettuali. Presenti, tra gli altri, Carlo De Benedetti, il ministro Roberto Maroni, Vasco Errani e Vito De Filippo, Massimo Cacciari e Tito Boeri, Dario Di Vico, Rosanna Filippin, Lorenzo Basso, Debora Serracchiani, Enrico Borghi e Massimo Bulbi e i sindaci di Venezia, Vicenza, Padova e Piacenza. Tutti chiamati a parlare di Nord, del suo sviluppo e dei suoi problemi. Senza tabù e senza reticenze.</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 10 GIUGNO &#8211; Vicenza &#8211; Teatro Comunale – Sala del Ridotto – Viale Mazzini, 39</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>ore 20.00 Benvenuto</p>
<p>ore 20.30 Apertura<br />
Intervento di Achille Variati, sindaco di Vicenza</p>
<p>ore 20.30/22.30 &#8211; TORNIAMO SULLA TERRA<br />
Modera: David Parenzo<br />
Governi locali e governo nazionale a confronto</p>
<p>PILLOLE DI ZELIG<br />
Spettacolo con Paolo Cevoli e Claudia Penoni</p>
<p><strong>VENERDÌ 11 GIUGNO &#8211; Pacengo di Lazise (Verona) &#8211; Hotel Parchi del Garda – Via Brusà</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>ore 9.30/13.30 &#8211; NORDLAB<br />
Working group con docenti, amministratori, parlamentari e addetti ai lavori<br />
• Fratelli d’Italia &#8211; Più giustizia e sicurezza per tutti i cittadini<br />
• Frammenti d’Italia &#8211; Più equilibrio tra regioni e territori<br />
• Balzelli d’Italia &#8211; Più equità per chi lavora e produce</p>
<p>ore 13.30/15.00 BUFFET LUNCH</p>
<p>ore 15.00/16.00 RIPRESA DEI NORDLAB</p>
<p>ore 16.30/20.30 &#8211; C’È CHI DICE NORD<br />
Modera: Antonello Piroso<br />
• Che ne sarà del federalismo? &#8211; Roberto Maroni ne discute con Vito De Filippo e Vasco Errani<br />
• Dire meno tasse è di centrosinistra? &#8211; Intervista a Carlo De Benedetti<br />
• Ma cosa chiede davvero il Nord? &#8211; Rispondono Tito Boeri e Massimo Cacciari</p>
<p>ore 20.30 CENA</p>
<p><strong>SABATO 12 GIUGNO &#8211; Pacengo di Lazise (Verona) &#8211; Hotel Parchi del Garda – Via Brusà</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>ore 9.30/12.30 &#8211; SU AL NORD!<br />
Modera: Andrea Pancani<br />
• Il PD federale è la risposta? Discussione con i segretari regionali del PD del Nord<br />
• Piccoli, cosa vuole la pancia del Paese? Intervengono Dario Di Vico, Cesare Fumagalli, Ivan Malavasi, Daniele Marini<br />
• Tra altruismo e competitività, dove va il welfare? &#8211; Botta e risposta con Mauro Ceruti e Tiziano Treu<br />
• Ma l’Italia è un PIGS o no? &#8211; Lucio Caracciolo ne discute con Tobias Piller («Frankfurter Allgemeine Zeitung») ed Eric Jozsef («Liberation»)</p>
<p>ore 12.30/13.00 CONCLUSIONI<br />
Enrico Letta</p>
<p>Scarica il programma completo della manifestazione<br />
<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Programma_web_completo.pdf" target="_blank">http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Programma_web_completo.pdf</a></p>
<p>Per partecipare scarica la scheda di adesione<br />
<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/scheda_partecipazionedefinitiva.doc" target="_blank">http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/scheda_partecipazionedefinitiva.doc</a></p>
<p>Per tutte le informazioni da sapere su Nord Camp leggi le Notizie Utili<br />
<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Notizie_Utili.pdf" target="_blank">http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Notizie_Utili.pdf</a></p>
<p>Per maggiori informazioni contatta la segreteria organizzativa<br />
Tel 041.8943093<br />
Email events@arzanadv.it</p>
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		<title>FEDERALISMO TRADITO!  Nel 2009 ai Comuni del Veneto tagliati 205 Milioni di €</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
 In questi giorni ho pubblicato una ricerca che ho raccolto in un dossier dal titolo&#8221;Federalismo Tradito!&#8221;. La finalità che mi sono dato, quando ho iniziato la ricerca, era quella di verificare l&#8217;evoluzione dei trasferimenti erariali erogati dallo Stato ai comuni nel corso degli ultimi anni. I dati li ho rilevati dal sito del Ministero dell&#8217;Interno, fonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/trasferimenti-COMUNI-VENETI.pdf"></a></p>
<div><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/trasferimenti-COMUNI-VENETI.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-552" title="foto Veneto" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/foto-Veneto3-300x249.jpg" alt="" width="300" height="249" /></a> In questi giorni ho pubblicato una ricerca che ho raccolto in un dossier dal titolo&#8221;Federalismo Tradito!&#8221;. La finalità che mi sono dato, quando ho iniziato la ricerca, era quella di verificare l&#8217;evoluzione dei trasferimenti erariali erogati dallo Stato ai comuni nel corso degli ultimi anni. I dati li ho rilevati dal sito del Ministero dell&#8217;Interno, fonte certa e sicura, dove sono pubblicate le spettanze, anno per anno, di ogni singolo Comune. Le cifre riscontrate sono sorprendenti. Sino all&#8217;anno 2003 i trasferimenti sono sempre cresciuti, in modo particolare per i comuni cosiddetti &#8220;sottodotati&#8221; mentre dal 2004 è iniziata una costante e continua diminuzione. Il 2009 è stato l&#8217;anno peggiore. Oltre al taglio dei trasferimenti ed al mancato rimborso integrale dell&#8217;ICI, prima casa, i comuni hanno dovuto sopportare un crollo delle entrate derivanti dalla diminuzione degli oneri di urbanizzazione, causato dal rallentamento dell&#8217;attività edilizia. Pertanto, le nostre realtà locali si trovano a fronteggiare una situazione finanziaria difficile. Qualcuno potrebbe dire che siamo in un periodo di vacche magre e quindi tutti dobbiamo fare sacrifici! compresi i comuni. Se fosse realmente così sarei il primo a sostenere questa tesi, ma in questi anni  ho visto troppe scelte incoerenti rispetto a questa finalità. Se siamo in un periodo di tagli non capisco l&#8217;erogazione del contributo straordinario di 500 milioni di € all&#8217;anno per il Comune di Roma, come non capisco il contributo straordinario di 160 milioni di € per il Comune di Catania e gli 80 milioni di € per l&#8217;azienda multiservizi del Comune di Palermo. La propaganda sul Federalismo quale strumento risolutore di tutti i mali è e, resta solo uno slogan.  Se agli annunci non seguiranno gli stanziamenti necessari è difficile che arrivino ai comuni le risorse indispensabili per far fronte alle esigenze  dei cittadini.</div>
<div><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/foto-manifesti-roma2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-559" title="foto manifesti roma" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/foto-manifesti-roma2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></div>
<div>Questi sono i manifesti esposti nella Capitale per pubblicizzare l&#8217;ottenimento dei 500 milioni di € all&#8217; anno da parte del Comune di Roma!  credo non servano altre parole il manifesto si commenta da se&#8230;.</div>
<div><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/foto-Veneto2.jpg"></a></div>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/foto-manifesti-roma1.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2010/02/foto-manifesti-roma1.jpg"></a></p>
<p>N.B:Il dossier relativo ai comuni raggruppati  per le 7 Provincie venete si trova nella home cliccando la voce &#8220;dossier&#8221;, in modo che se interessano i dati di una sola Provincia non serve stampare tutte le 77 pagine dell&#8217;intero dossier.</p>
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		<title>La mia proposta di legge sul patto di stabilità A.S. 1124</title>
		<link>http://www.marcostradiotto.org/varie/la-mia-proposta-di-legge-sul-patto-di-stabilita-a-s-1124/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo Patto di Stabilità interno, più dinamico ed equo. Che premi i Comuni virtuosi e induca quelli «spreconi» al rispetto dei parametri. Senza più discriminazioni e cavilli burocratici. 
Cos’è il Patto di Stabilità e crescita? Un amministratore locale risponderebbe così: è un meccanismo burocratico che limita i finanziamenti ai Comuni, indispensabili per gli investimenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/sindaco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-448" title="sindaco" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/sindaco.jpg" alt="sindaco" width="139" height="124" /></a>Un nuovo Patto di Stabilità interno, più dinamico ed equo. Che premi i Comuni virtuosi e induca quelli «spreconi» al rispetto dei parametri. Senza più discriminazioni e cavilli burocratici. </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Cos’è il Patto di Stabilità e crescita? Un amministratore locale risponderebbe così: è un meccanismo burocratico che limita i finanziamenti ai Comuni, indispensabili per gli investimenti, e crea disagi ai fornitori, pagati dagli enti locali con grave ritardo per i vincoli di spesa imposti. Un funzionario del Ministero dell’Economia replicherebbe: è uno strumento dell’UE, fondamentale per garantire il rispetto dei parametri di Maastrict Dov’è la verità? Il PSC è un accordo stipulato dai Paesi dell’UE per il controllo delle politiche di bilancio nell’ambito dell’Unione monetaria. Prevede il rafforzamento della vigilanza su deficit e debiti pubblici. Questo sulla carta. Nella realtà, il Patto è diventato un rigido groviglio di cavilli che impedisce agli enti più efficienti di esprimere le proprie potenzialità, ma non «richiama» al rispetto dei vincoli di bilancio le amministrazioni meno virtuose.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per capire meglio, basta un po’ di cronistoria. Gli enti locali devono contribuire al raggiungimento dei criteri di stabilità e crescita definiti a Maastricht. Per questo sottostanno ai parametri di un Patto di stabilità interno. Dal 1997 esistono norme che pongono vincoli ai bilanci degli enti decentrati allo scopo di raggiungere, come obiettivo nazionale, la riduzione del deficit di tutti gli enti che compongono la P.A.. I Comuni devono adeguarsi, a differenza di altre istituzioni, a regole che impediscono di produrre deficit. Se ciò avviene, significa che non sono state rispettate le norme di bilancio e che, dunque, sono stati adottati provvedimenti illegittimi. Alla Magistratura il compito di sanzionarli. Negli ultimi 10 anni il Patto interno è stato modificato più volte, con restrizioni che hanno sottratto autonomia agli enti e creato discriminazioni, penalizzando quelli virtuosi e non quelli «spreconi». Di qui le critiche, provenienti da tutti gli schieramenti, secondo cui il Patto sarebbe «stupido». Nessuno mai, però, l’ha reso «saggio».<span id="more-446"></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Entriamo nel dettaglio: oggi, valutando le norme per il il bilancio degli enti locali, si osserva che viene imposto il rispetto di alcuni parametri in contraddizione con quelli richiesti dall’UE. Per fare un esempio, dal 2002 al 2006 lo Stato ha obbligato i Comuni a ridurre le spese senza tener conto delle entrate. Dal 2006, invece, gli obiettivi sono quelli del miglioramento dei saldi, ovvero la differenza tra le spese e le entrate. Il meccanismo, introdotto con la Finanziaria per il 2007, si riferisce però a saldi che devono migliorare rapportandosi a quelli degli anni precedenti: questa rigidità impedisce agli enti più virtuosi di espletare la propria attività amministrativa e, al contrario, non ha efficacia per i Comuni che sperperano i fondi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Evidentemente serve un patto di stabilità diverso. Uno strumento che scoraggi i Comuni che sprecano risorse pubbliche e premi quelli virtuosi ed efficienti. Come detto, i Comuni stessi non possono creare deficit, ma possono comunque incrementare l’indebitamento della P.A.. Il </span><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&amp;leg=16&amp;id=321675" target="_blank"><span style="font-size: small; color: #0000ff; font-family: Times New Roman;">ddl che ho presentato al Senato</span></a><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> vuole superare questa contraddizione proponendo un nuovo obiettivo nazionale per il Patto di Stabilità: richiedere la diminuzione dell’indebitamento agli enti che superano determinati parametri. La proposta intende così premiare i Comuni che gestiscono correttamente il bilancio, dando loro la possibilità di operare senza alcun vincolo e di incrementare, ove necessario, la propria dotazione organica. Vuole, però, essere anche uno strumento penalizzante per gli enti poco efficienti con i bilanci in rosso. Il meccanismo è semplice: i Comuni virtuosi, cioè quelli poco indebitati, con una buona autonomia finanziaria e una contenuta spesa per il personale, potranno operare senza limiti, a patto di non peggiorare i propri parametri. Per gli altri sarà prevista – sino al rientro nei parametri – l’operatività con alcune limitazioni. Si tratta di un meccanismo «dinamico», nel senso che ogni ente ha la possibilità di raggiungere il parametro prefissato. Anche quelli «spreconi», quindi, potranno diventare virtuosi. Ma c’è di più: con questo meccanismo il controllo si farebbe più incisivo. Niente più decisioni generalizzate, ma attenzione focalizzata su ogni singolo Comune che non rispetti le nuove regole di bilancio. Per premiare il merito e i bravi amministratori. E soprattutto per evitare inutili sprechi a danno della collettività.</span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em>Marco Stradiotto</em></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Votare Bersani: ecco 10 buoni motivi per farlo!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ragioni per cui ho deciso di votare Bersani sono innumerevoli, ma potrebbero essere sintetizzate in 10 punti: 
1.     E&#8217; un politico che ha percorso tutti i gradini della crescita personale, avendo iniziato dalla base: ciò gli ha permesso di possedere una solida ossatura grazie alla quale ha acquisito consapevolezze importanti e fondamentali per effettuare delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le ragioni per cui ho deciso di votare Bersani sono innumerevoli, ma potrebbero essere sintetizzate in 10 punti:</strong><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-440" title="bersani" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani2-150x150.jpg" alt="bersani" width="150" height="150" /></a>1.     </strong>E&#8217; un politico che ha percorso tutti i gradini della crescita personale, avendo iniziato dalla base: ciò gli ha permesso di possedere una solida ossatura grazie alla quale ha acquisito consapevolezze importanti e fondamentali per effettuare delle scelte, tutelando gli interessi della collettività piuttosto che quelli delle singole personalità. Ha dimostrato che un altro modo di governare è possibile. </p>
<p><strong>2.     </strong>Parla con la gente ed è in grado di farlo perché è cresciuto tra la gente.Sa ascoltare, osservare, capire e farsi capire da tutti, attraversando, trasversalmente, tutto il tessuto sociale poiché sa che c&#8217;è bisogno di avvalersi di ogni singola mente in grado di generare idee. Idee capaci di incontrarsi e, se opportuno, anche di scontrarsi. </p>
<p><strong>3.     </strong>Riconosce il grande ruolo delle PMI nell&#8217; economia del Paese e le rispetta. Facilmente individua e comprende gli stimoli giusti avvalendosi di quelli che un tempo si chiamavano &#8220;pensieri lunghi&#8221;, nutriti da passione e coraggio. </p>
<p><strong>4.     </strong>Essendo un profondo conoscitore della mastodontica macchina dello Stato e dei suoi ingranaggi è in grado di semplificare, snellire, abrogare e liberalizzare. </p>
<p><strong>5.     </strong>E&#8217; il &#8220;papà&#8221; della Legge tutela dei consumatori ed utenti (Legge 30 luglio 1998 n. 281) grazie alla quale finalmente l&#8217;Italia è diventata un Paese  in linea con i più moderni paesi occidentali. </p>
<p><strong>6.     </strong>I successi conseguiti &#8211; prima come Presidente di Regione e poi come Ministro &#8211; li ha ottenuti con le sue idee e proposte per il Paese, non demonizzando gli avversari. <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani01g4.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-444" title="bersani01g" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani01g4-150x150.jpg" alt="bersani01g" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>7.     </strong>Ha il rispetto per i diritti civili di qualsiasi individuo. </p>
<p><strong>8.     </strong>Conosce il valore del lavoro inscindibile da quello dell&#8217;impegno: per questo punta a governare per cambiare (e rendere migliore) questo partito.  </p>
<p><strong>9.     </strong>Rispetta e fa rispettare il bene pubblico avendo in grande considerazione le risorse della collettività. <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani01g3.jpg"></a><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani01g3.jpg"></a></p>
<p><strong>10. <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/10/bersani.jpg"></a></strong> E&#8217; coraggioso, non cerca il facile consenso attraverso una politica della mera immagine e dell&#8217; autoreferenziale gioco delle dichiarazioni. Sa che il nostro paese ha bisogno di affrontare concretamente i problemi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>PARTITO DEMOCRATICO, LA SVOLTA NECESSARIA</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 14:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico Belusconi Bersani Letta]]></category>

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		<description><![CDATA[
PARTITO DEMOCRATICO, LA SVOLTA NECESSARIA
 
In questi giorni moltissime sono state le analisi avanzate da giornalisti, parlamentari, amministratori locali (giovani e meno giovani), iscritti e simpatizzanti del PD. In tanti hanno cercato di sviscerare le ragioni di un risultato elettorale deludente, sia alle europee che alle amministrative. 
I dati sono, in effetti, impietosi. Certo, l’affluenza è scesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/100-giorni.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-405" title="100-giorni" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/100-giorni.gif" alt="100-giorni" width="277" height="109" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">PARTITO DEMOCRATICO, LA SVOLTA NECESSARIA</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In questi giorni moltissime sono state le analisi avanzate da giornalisti, parlamentari, amministratori locali (giovani e meno giovani), iscritti e simpatizzanti del PD. In tanti hanno cercato di sviscerare le ragioni di un risultato elettorale deludente, sia alle europee che alle amministrative.</span></span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">I dati sono, in effetti, impietosi. Certo, l’affluenza è scesa molto, ma come non riflettere sul fatto che solo il 26,1% degli elettori ha votato PD contro il 33,2% delle politiche del 2008. Se ci concentriamo sul Nord, in particolare sul Veneto e sulla Lombardia, constatiamo che il PD è diventato il terzo partito, molto distanziato da<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>PDL e Lega. In Veneto siamo al 20,29% contro il 26,5% di un anno fa. Ciò significa che su 100 persone adulte che incontriamo in strada solo 14,7 hanno votato PD. </span></span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">È una situazione inquietante. In questi anni, soprattutto negli ultimi mesi, ho percepito che stavamo perdendo il nostro blocco sociale di riferimento. Molti degli elettori ci hanno preferito Berlusconi, Bossi, Di Pietro, Casini. Oppure semplicemente hanno scelto di stare a casa. Perché? Quali sono le ragioni di questa disaffezione? Io ho provato a darmi delle spiegazioni che sintetizzo così. </span></span></em><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">1. Il partito della “crisi”</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In tempi di recessione molti dirigenti del PD hanno come dato l’impressione di “tifare per la crisi”, quasi che l’aggravarsi del disagio sociale potesse tradursi in un vantaggio elettorale per noi. Questa percezione, più o meno diffusa, ha fatto sì che italiani preferissero a noi chi comunicava loro messaggi di speranza e di ottimismo. Berlusconi nascondeva (e nasconde) la reale portata della crisi. Nello stesso tempo, Berlusconi ha accarezzato (e accarezza) ogni giorno l’orgoglio degli italiani&#8230;&#8230;&#8230;</span></span> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span id="more-404"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/euro.jpg"></a><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/euro2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-424" title="euro2" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/euro2-150x150.jpg" alt="euro2" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/euro1.jpg"></a>I nostri imprenditori, gli operai, la gran parte dei cittadini italiani sanno che la crisi non è finita e sanno pure che è destinata a durare a lungo, ma non sopportano quei politici che sulla crisi speculano allo scopo di strappare qualche voto in più. Prima o poi i nodi arrivano sempre al pettine. Tuttavia, se il PD non modifica l’approccio alla crisi, rischia<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>un ulteriore calo di consensi. L’assurdo è, infatti, che molti scaricano la responsabilità di questa contingenza economica non su chi la governa, ma sull’opposizione. Bisogna cambiare passo e argomentazioni. </span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">2. Il partito “imborghesito”<span style="mso-spacerun: yes;">   </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il PD sembra sempre più un partito di nicchia. Un partito elitario, distante da chi soffre, distante da quella parte di società che fra mille difficoltà sta tirando la carretta. Lontano dagli operai, dagli imprenditori, dai disoccupati, dai pensionati, dalle casalinghe. Da quelle persone che passano notti insonni perché temono di perdere il lavoro o per il fatto che i soldi non arrivano alla fine del mese. Da quegli imprenditori che non vedono un futuro per la propria azienda e temono di dover licenziare i dipendenti con cui hanno lavorato gomito a gomito per decenni. Da quei titolari di aziende che rischiano di perdere tutto perché le banche hanno chiuso le linee di credito<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>o perché la pubblica amministrazione paga una fornitura, o un lavoro, dopo molto tempo, anche dopo un anno. Mentre il popolo sconta gli effetti della crisi sulla propria pelle, il PD affronta temi sicuramente importanti, ma con nessuna aderenza alla vita concreta delle persone. Come se il partito fosse di un altro pianeta, parliamo di DICO, di PACS, di Testamento Biologico. E poi ci chiediamo perché gli operai non ci votano più. Prima di discettare dei diritti giusti ma marginali, affrontiamo i diritti<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>fondamentali: il diritto al lavoro, il diritto a una vita dignitosa, il diritto alla sicurezza sul lavoro e nella vita di tutti i giorni, il diritto a uno stipendio equo.<span style="mso-spacerun: yes;">                                        </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">3. La tentazione della battuta<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e politica dell&#8217;immagine</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Immaginare di battere Berlusconi ricorrendo alla battuta facile e alla politica dell&#8217;immagine è un suicidio. Inseguendolo su questa strada, visti gli scarsi mezzi mediatici a nostra disposizione, e la pochissima attitudine di molti (anzi moltissimi) nostri dirigenti al loro utilizzo, saremo sempre e comunque su un terreno che non ci appartiene. Con il risultato di esporci, ancora una volta, a sicura sconfitta. Dovremmo riflettere, e riflettere molto seriamente, sul fatto che l&#8217;unico che è riuscito, in tutti questi anni, a battere Berlusconi è stato<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>l&#8217;antidivo Romano Prodi: uomo serio, preparato, tosto, che, tuttavia, non aveva sicuramente dalla sua la caratteristica di essere un bravissimo comunicatore televisivo. Riusciremo a vincere solo nel momento in cui smetteremo di scimmiottare &#8220;malamente&#8221; il modo di fare del centrodestra. Dobbiamo avere la forza e la capacità di proporre leader seri e preparati, portatori di obiettivi ambiziosi e messaggi mirati che riescano a proporre e, soprattutto, a far capire la linea del partito.</span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">4. Poche risorse per i territori</span></span></strong><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nei suoi primi due anni di vita, il PD è stato diretto in modo assolutamente centralista. La gestione Roma-centrica di un partito che si dichiarava “leggero” e di questa leggerezza si faceva perfino vanto è stata una scelta sbagliata. Organizzare manifestazioni, sostenere giornali di partito, letti peraltro da poche migliaia di cittadini, drena milioni e milioni di euro, ma lascia a secco le segreterie locali, provinciali e regionali. Serve una rivoluzione. Il finanziamento pubblico deve essere girato alle organizzazioni decentrate in base all&#8217;entità dei voti raccolti, investendo in modo proporzionalmente maggiore nelle zone dove abbiamo ottenuto i risultati più deludenti. È assolutamente necessario che il PD diventi un vero partito federale, con una sua autonomia nella gestione finanziaria e nella proposizione di temi che interessano i territori e i loro cittadini.</span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">5. Una scarsa cultura d&#8217;impresa</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">I mondi produttivi, le PMI,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>l&#8217;artigianato, l&#8217;agricoltura, il commercio avvertono il PD come distante. Lo vedono più vicino al pubblico impiego, vicino a quelle categorie che, sempre più, l&#8217;opinione pubblica giudica &#8220;parassitarie&#8221; piuttosto che alle forze più dinamiche del Paese, quelle capaci di affrontare rischi e in grado di trainare l&#8217;economia. Il PD ha nel suo codice genetico, nonostante molti lo neghino, una certa diffidenza verso l&#8217;imprenditore, verso il padrone o il padroncino. Non sono trascorsi troppi anni da quando alcuni leader del nostro partito definivano i piccoli imprenditori del Nord &#8220;egoisti evasori&#8221;. Secondo voi quegli elettori hanno dimenticato queste accuse? No, vi garantisco di no. Esiste ancora molta diffidenza<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>nei nostri confronti. Diffidenza ulteriormente accentuata dalla percezione di una vicinanza del PD anche alla grande impresa o a qualche illustre banchiere italiano. Chi rischia e suda tutti i giorni ha l&#8217;impressione che il nostro Partito sia amico solo di quella parte del Paese che, in giacca e cravatta, sfrutta quelli che, con la tuta da lavoro, si sporcano le mani per guadagnare la pagnotta. In questo schema è chiaro l&#8217;operaio voti con più probabilità la Lega o il PDL piuttosto che noi. Riflettiamoci. </span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">6. La sicurezza tradita</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">I cittadini hanno paura. Quali che siano i dati sulla sicurezza, questa percezione è una realtà. Proviamo a frequentare le stazioni, i metrò, i mezzi pubblici, le aree più degradate e periferiche delle città italiane. Cerchiamo di comprendere lo stato d&#8217;animo di donne che vivono attimi di vero e proprio panico e che, quando arrivano a casa, accendono la tv e si trovano inondate da un&#8217;infinità di notizie che raccontano di fatti criminali accaduti nel corso della giornata. Che messaggio diamo noi, come partito, a queste persone? Normalmente siamo sulla difensiva: difendiamo i giudici che magari hanno lasciato a piede libero un delinquente o inflitto una pena irrisoria al &#8220;mostro&#8221; di turno. Così i cittadini, a torto o a ragione, preferiscono chi ha buon gioco a proporre la linea dura: senza distinguo, senza spiegazioni, senza argomentazioni sui limiti del nostro sistema penale. Certo, su questo terreno noi del centrosinistra ci portiamo dietro il fardello dell&#8217;indulto approvato nell&#8217;agosto di tre anni fa. Ci vorrà tempo per cancellare dalla memoria degli elettori questa responsabilità (votata anche da Forza Italia, ma in pochi lo ricordano) e per proporre un messaggio netto in grado di conciliare sicurezza e lotta all’esclusione sociale, rispetto delle regole e certezza del diritto.</span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">7. <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Immigrazione, troppa confusione</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">L’immigrazione sposta oggi consensi e muove sensibilità. I populisti agitano questo tema, e la lotta ai clandestini, per ottenere facili vittorie elettorali. Eppure, al di là delle strumentalizzazioni, sappiamo tutti che si tratta di un fenomeno epocale frutto delle migrazioni di popoli sfruttati e maltrattati. Persone che scappano dalla morte e dalla fame, per cercare di sopravvivere e di garantire un futuro ai propri figli. Il PD in questi anni ha tenuto la posizione più corretta e razionale. Ma la stragrande maggioranza dei cittadini non l&#8217;ha compresa o non l&#8217;ha condivisa. Mi è capitato spesso di parlare con nostri connazionali che hanno, in passato, vissuto l&#8217;esperienza dell&#8217;emigrazione.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Ti aspetteresti persone tolleranti che capiscono e accettano il fenomeno. Invece, in molti chiedono rigidità e tolleranza zero. Questo soprattutto perché non concepiscono che &#8220;l&#8217;ospite&#8221; non rispetti le regole del Paese in cui si trova a vivere e perché ricordano che a loro non era concesso &#8220;nulla&#8221;: bastava uno sgarro e subito erano rispediti a casa. Su questi temi il PD si è dimostrato incapace di comprendere che a pagare la mancanza di sicurezza e di regole sono stati soprattutto i più deboli, le persone che svolgono i lavori più umili, che si spostano sui mezzi pubblici, che frequentano gli ospedali. Che risposte diamo? Non possiamo fermarci alle enunciazioni di principio. L’integrazione deve essere la nostra unica parola d’ordine. Integrazione fatta di diritti ma anche di doveri. Primo fra tutti quello di rispettare le leggi italiane e di conoscere la nostra lingua e le nostre abitudini. Senza scommettere su questo tipo di integrazione saremo sempre sopraffatti dalla Lega che propone soluzioni inefficaci e razziste ma che almeno parla ai cittadini più deboli e dice loro esattamente quello che si aspettano di sentirsi dire. </span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">IMPERATIVO: CAMBIARE!</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">È indispensabile voltare pagina. È indispensabile che la politica si avvicini ai reali problemi dei cittadini. Da qui deve ripartire il nuovo PD. Servono leader coraggiosi. Servono chiarezza, lealtà, trasparenza. Occorre spezzare l&#8217;equazione secondo cui politica significa opacità, slealtà, falsità, incoerenza. C’è bisogno di più umiltà e di una maggiore disponibilità nei confronti degli elettori e dei cittadini. </span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Sul piano dei contenuti, dobbiamo ripartire dalle difficoltà delle classi più deboli, elaborando risposte concrete per tutte quelle persone che orgogliosamente stanno andando avanti fra mille difficoltà. Dobbiamo smetterla di frequentare i salotti, andiamo nei luoghi di lavoro, nei posti di ritrovo, nelle sedi delle associazioni di categoria. <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/bersani01g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-413" title="bersani01g" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/07/bersani01g.jpg" alt="bersani01g" width="300" height="230" /></a>Troviamo soluzioni reali alle paure, all’immigrazione, alla criminalità, alla crisi. In tema di lavoro cambiamo passo e troviamo il coraggio di riconoscere che il rischio d&#8217;impresa non è sufficientemente considerato nel nostro Paese e dal nostro partito. Cerchiamo di stare alla larga dalla politica della battuta e dalla tentazione di dichiarare qualcosa tutti i giorni solo per finire sulle agenzie o sui giornali. Costruiamo piattaforme programmatiche articolate nell’impostazione ma semplici nella traduzione dei nostri messaggi. Cerchiamo per ogni problema una risposta chiave, sintetizzabile in poche parole, e realizzabile davvero. Rimettiamo in piedi un partito realmente federale che lasci autonomia finanziaria e politica ai singoli territori. </span></span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Abbiamo 100 giorni per proporre alla nostra gente il Partito che vogliamo. 100 giorni per costruire, finalmente, il nuovo PD. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Marco Stradiotto</span></span></p>
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		<title>I 140 milioni di € per Catania sono solo la punta dell&#8217;iceberg</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 19:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcostradiotto.org/?p=383</guid>
		<description><![CDATA[«In 10 mesi di attività, il governo Berlusconi ha elargito ben 2.688 milioni di euro alle amministrazioni amiche» 
 
In totale fanno 2.688 milioni di euro. È l’ammontare degli stanziamenti clientelari che il governo Berlusconi ha elargito nei primi 10 mesi di attività. Quasi tutti destinati al Sud Italia. Quasi tutti ad hoc verso amministrazioni amiche.
Scelte concrete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 18pt; font-family: Garamond;">«In 10 mesi di attività, il governo Berlusconi ha elargito ben 2.688 milioni di euro alle amministrazioni amiche»</span><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In totale fanno 2.688 milioni di euro. È l’ammontare degli stanziamenti clientelari che il governo Berlusconi ha elargito nei primi 10 mesi di attività. Quasi tutti destinati al Sud Italia. Quasi tutti ad hoc verso amministrazioni amiche.<br />
Scelte concrete che gettano un’ombra pesante sulle reali intenzioni dell’Esecutivo di attuare un vero federalismo fiscale, che deve essere prima di tutto riqualificazione della spesa pubblica ed equità nella distribuzione delle risorse. Un tradimento del Nord del Paese. </span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><br />
«La situazione economica è tale per cui è inimmaginabile che si possano buttare per questioni clientelari risorse di tale entità – afferma Marco Stradiotto, componente della Commissione Finanze del Senato, che si è preso la briga di scovare e mettere nero su bianco tutti gli stanziamenti-regalo contenuti in vari provvedimenti del Governo – Invece di fare regali agli amici il Governo farebbe bene a distribuire queste risorse tra i lavoratori che hanno sempre pagato le tasse e oggi si trovano, a causa della crisi, senza lavoro. Il Governo non può dire che per i lavoratori e per i precari non ci sono soldi e poi elargire alle amministrazioni amiche fior fior di denari».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">I 140 milioni di € per Catania sono solo la punta dell&#8217;iceberg&#8230;<br style="mso-special-character: line-break;" /><br style="mso-special-character: line-break;" /></span><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/03/federalismo-o-clientelismo6.pdf">federalismo o clientelismo</a></p>
<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/03/federalismo-o-clientelismo6.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-392" title="federalismo-o-clientelismo" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/03/federalismo-o-clientelismo.jpg" alt="federalismo-o-clientelismo" width="747" height="506" /></a></p>
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		<title>FEDERALISMO FISCALE: IL MIO INTERVENTO IN AULA DEL SENATO</title>
		<link>http://www.marcostradiotto.org/varie/federalismo-fiscale-il-mio-intervento-in-aula-del-senato/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Grazie Presidente, Signor Ministro, Onorevoli colleghi,  siamo finalmente giunti alla discussione e all’approvazione del Disegno di Legge sul Federalismo Fiscale.
Utilizzo, non a caso, la parola FINALMENTE. Il Federalismo Fiscale arriva infatti in quest’Aula, con oltre 7 anni di ritardo. Tanti ne sono trascorsi da quando il Parlamento approvò la riforma del titolo V della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 1; mso-layout-grid-align: none;"><img class="alignleft size-full wp-image-352" title="italia1" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/01/italia1.gif" alt="italia1" width="372" height="418" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-outline-level: 1; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Grazie Presidente, Signor Ministro, Onorevoli colleghi, </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">siamo finalmente giunti alla discussione e all’approvazione del Disegno di Legge<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>sul Federalismo Fiscale.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
Utilizzo, non a caso, la parola<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>FINALMENTE. Il Federalismo Fiscale arriva infatti in quest’Aula, con oltre 7 anni di ritardo. Tanti ne sono trascorsi da quando il Parlamento approvò la riforma del<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>titolo V della Costituzione, poi ratificata dal popolo italiano, il 7 ottobre dello stesso anno, con il referendum<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>confermativo.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
Nel 2001 il Governo di centro destra, dopo la vittoria elettorale, invece di riprendere, quella modifica costituzionale preferì accantonarla per cimentarsi in un’ulteriore riforma chiamata “devolution”.<br />
Seguirono 5 anni impiegati per produrre l’ennesimo testo costituzionale, poi bocciato dai cittadini con il referendum del 25 e 26 giugno 2006.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Se, nel 2001 fosse stato adottato subito il federalismo fiscale, peraltro in una congiuntura economica certamente più favorevole di quella attuale, oggi potremmo già apprezzarne gli aspetti positivi.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Invece, quella che discutiamo in queste ore, nel bel mezzo di una gravissima crisi economica e sociale, è una riforma portata in Parlamento senza che vi sia stata la previsione di alcun tipo di risorsa aggiuntiva. Anzi, il testo non contiene neanche l’ombra di un numero o di un’aliquota. E, badate bene, stiamo parlando di materia fiscale!</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Spero poi che nessuno si sorprenda del fatto che, per attuare il<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>federalismo fiscale, saranno necessarie maggiori risorse.<br />
Sul punto vorrei richiamare l’attenzione dei più distratti tra noi: per riuscire ad attuare il federalismo fiscale sarà necessario garantire alle diverse istituzioni, a tutti i livelli, le stesse risorse di cui hanno beneficiato finora. Mentre, ai territori che oggi sono penalizzati, con un rapporto squilibrato fra entrate tributarie prodotte e risorse trasferite, dovranno ottenere fondi aggiuntivi. Il risultato è chiaro: nel complesso il federalismo fiscale ci costerà molto di più, quantomeno nella fase di avvio. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-spacerun: yes;"><span id="more-344"></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><img class="alignleft size-full wp-image-347" title="lemon1" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/01/lemon1.png" alt="lemon1" width="198" height="200" /></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Non potete negarlo per far partire il federalismo nei primi cinque anni servono più risorse. Poi l&#8217;effetto della riforma sull&#8217;efficienza e la lotta all&#8217;evasione inizierà a dare i propri frutti. Ammettete i 4 miliardi di euro che avete buttato per le vostre sciagurate scelte su Alitalia, oggi sarebbero stati utilissimi per avviare questa riforma..</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Quando il centro sinistra approvò, nel 2001, la riforma del titolo V, la spinta principale veniva dalla constatazione dell’anomalo funzionamento dei diversi livelli istituzionali e dell’iniqua distribuzione delle risorse nel Paese.<br />
Nonostante alcuni spunti importanti, l’attuazione della riforma è rimasta incompleta. Permane una confusione di ruoli fra le diverse realtà amministrative, con frequenti accavallamenti delle responsabilità fra Stato, Regioni, Province e Comuni.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><br />
E la conseguenza è che i cittadini e le imprese, che hanno la necessità di interloquire con </span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;">la P.A</span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;">., si trovano contro un impenetrabile muro di gomma che li fa rimbalzare tra i diversi uffici interessati. Un inestricabile labirinto di competenze, di norme, di cavilli.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">L’esigenza di semplificare è, dunque, più viva che mai. Il Partito Democratico ha proposto, fin dall’inizio, che nel testo confluissero anche le norme sul funzionamento delle autonomie locali – la famosa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Carta delle autonomie</em>. Purtroppo non siamo stati ascoltati. E le regole, fondamentali, su “chi fa cosa” fra i diversi livelli istituzionali non ci sono. Questa mancanza si tradurrà in una grande difficoltà nello stabilire i vari “costi standard” dei servizi per stabilire il giusto fabbisogno di ogni territorio. </span></span><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;">Creare una Pubblica Amministrazione più efficiente è uno dei due obiettivi prioritari della riforma federale. L’altro è rendere più equa ed equilibrata la distribuzione e l&#8217;utilizzo delle risorse, che </span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;">la Pubblica Amministrazione</span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"> nel suo complesso raccoglie ed eroga.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
Avvicinare il luogo in cui viene effettuato il prelievo fiscale a quello in cui le stesse risorse vengono impiegate per realizzare opere o per dare servizi incentiva il senso civico dei cittadini e aumenta la loro sensibilità nella lotta all’evasione fiscale e agli<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>sprechi. Certo, per incentivare il senso civico servono norme fiscali semplici e chiare. Solo così il cittadino riesce a comprendere dove vanno a finire le tasse pagate. Nelle Regioni a statuto speciale, ad esempio, i cittadini sanno già oggi quanto resta nel territorio. </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Purtroppo, la riforma che stiamo discutendo e votando non contiene questa semplificazione. Non chiarisce, inoltre, in che modo si intende affrontare lo squilibrio esistente fra le risorse assegnate alle Regioni a statuto speciale rispetto a quelle ordinarie.<br />
Proprio la situazione anomala delle Regioni a statuto speciale crea situazioni di iniquità difficilmente spiegabili ai cittadini delle altre Regioni. E così assistiamo a fenomeni di vero disagio, che potrebbero addirittura sfociare in<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>problemi di ordine pubblico, nei territori di confine fra le Regioni a Statuto ordinario e quelle a statuto speciale.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
Questa riforma riuscirà a produrre effetti benefici solo se metterà in piedi un sistema più chiaro, più semplice, più equo di quello attuale. Sul versante della riduzione degli sprechi sarà un’ottima arma nel momento in cui conterrà il principio secondo cui a una maggiore autonomia deve corrispondere una maggiore responsabilità. I due elementi dovranno essere inscindibili.<br />
</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per responsabilizzare, promuovere il senso civico e, a cascata, ridurre l’evasione fiscale sarà tuttavia indispensabile – ribadiamolo – che il federalismo fiscale contenga norme chiare e semplici che permettano al cittadino di capire dove vanno a finire i propri soldi.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il disegno di legge sottoposto alla nostra approvazione si muove nella direzione opposta.<br />
Non semplifica, ma complica. Già oggi, il sistema fiscale italiano è fra i più complessi del mondo. E l’impressione è che, con le norme contenute in questo disegno di legge, la complicazione tenda ad acuirsi. Il contribuente, per capire dove andranno a finire i propri<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>soldi, versati con tasse e tributi, dovrà districarsi in un insieme di meccanismi incomprensibili per i non addetti ai lavori. </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Quanto più logico e ovvio sarebbe stato prevedere un unico tributo proprio per ogni livello istituzionale, in modo semplice e chiaro! </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ovviamente il tutto compensato da diversi meccanismi di compartecipazione e perequazione dei maggiori tributi nazionali a favore delle autonomie territoriali, in sostituzione dei trasferimenti erariali. Per una questione di semplificazione e trasparenza sarebbe stato utile almeno togliere il complicato meccanismo delle doppie addizionali e anche di non prevedere la novità delle aliquote riservate per le Regioni. </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
Tutti quei meccanismi che impediscono al cittadino di comprendere dove realmente vanno a finire le tasse versate sono i veri nemici del federalismo perché rendono impossibile l&#8217;identificazione delle responsabilità!<br />
</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Faccio un esempio di semplificazione: i sindaci del Veneto stanno portando avanti una proposta semplicissima, che può essere attuata fin da subito, che chiede che ai Comuni venga riconosciuta, in sostituzione dei trasferimenti, una compartecipazione del 20% del gettito irpef prodotto dai rispettivi territori.<br />
La proposta del 20% è modificabile, con una percentuale diversa, ma dobbiamo riconoscere che è un meccanismo semplice e di facile comprensione per il cittadino. Per quanto riguarda i Comuni ritengo sciagurato quello che il Governo ha fatto sei mesi fa con l&#8217;abolizione dell&#8217;ICI, prima casa, senza che questa sia stata compensata con adeguati trasferimenti statali. </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
Naturalmente tutto questo dovrebbe essere inquadrato nell’ambito di un Patto di stabilità<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>intelligente, equo e razionale. Molto più razionale di quello attuale che di fatto è uno strumento iniquo, bizantino e irrazionale. Proprio in questi giorni lo avete reso ancora più iniquo con le deroghe approvate a favore del Comune di Roma. Ho presentato alcuni emendamenti al testo al fine di prevedere un Patto di stabilità per gli enti locali equo e razionale. Mi auguro che le modifiche proposte vengano accolte.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-spacerun: yes;"> <img class="alignright size-full wp-image-353" title="1euro1" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/01/1euro1.jpg" alt="1euro1" width="285" height="288" /></span></span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Concludo Presidente, </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">oggi arriva in Aula questo disegno di legge che in sostanza, in tema di federalismo fiscale, non è altro che una cornice che limita gli ambiti di intervento e mette i paletti per i futuri decreti attuativi. Non ci sono scelte coraggiose. Si accontentano tutti, anche quei territori che già oggi sono privilegiati. Nessun numero, nessuna aliquota. Tutto è demandato a successivi decreti che saranno firmati dal ministro dell’Economia. Ministro del quale peraltro non abbiamo potuto sentire il parere.<br />
Resta il timore che i decreti attuativi, se e quando arriveranno, non potranno stimolare quelle scelte che né il governo, né il Parlamento sono stati in grado di fare fino ad oggi. Resta, fondatissimo, il timore che l’intero meccanismo possa inevitabilmente incepparsi. </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Inutile negarlo: questo testo porta con sé una serie di contraddizioni che non siete riusciti risolvere perché in questi mesi siete stati occupati <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>a tenere a bada le parti politiche della vostra coalizione, contrarie alla riforma, e lo avete fatto attraverso concessioni<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>di tipo clientelare. Ricordo i 140 milioni di euro a favore di Catania, le deroghe al patto di stabilità per il Comune di Roma oltre al finanziamento eccezionale di 500 milioni di euro di alcuni mesi fa.<br />
Se a questo aggiungiamo che avete voluto inserire nel testo del federalismo l’articolo che prevede l’istituzione di Roma capitale appare chiaro che questa riforma<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>è frutto di una continua mediazione.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"><img class="alignleft size-full wp-image-346" title="images2" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2009/01/images2.jpg" alt="images2" width="123" height="95" /></span></span></span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il federalismo può essere uno strumento per combattere le ingiustizie e le iniquità presenti nel nostro Paese, ma questo strumento può funzionare se viene costruito senza mediazioni irrazionali con effetti<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>che moltiplicano le iniquità.</span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Concludo Presidente, </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">al nostro paese serve un buon federalismo fiscale. Temo che il testo prodotto non riuscirà a darcelo. Temo che già dai primi decreti attuativi i veti incrociati e la indisponibilità a cedere quei privilegi che alcuni territori nel tempo hanno consolidato, impediranno di fare le scelte necessarie all’interesse generale . </span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per il bene del nostro Paese spero di sbagliarmi! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; color: black; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-family: Times New Roman;">Marco Stradiotto</span></span></p>
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