Da Berlusconi a Monti: Gli effetti delle manovre 2010/2011 sulle entrate dei comuni della provincia di Vicenza

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Il Decreto Legge 78/10 (Governo Berlusconi) ha previsto, per l’anno 2012, un taglio rispetto al 2010, di 2,5 Miliardi di € per i Comuni delle Regioni a Statuto ordinario con popolazione superiore ai 5.000 abitanti. Il Decreto Legge 201/11 (Governo Monti) ha previsto un taglio, ulteriore, di 1,45 Miliardi, per l’anno 2012, per tutti i Comuni italiani esclusi quelli ricadenti nel Trentino Alto Adige, nel Friuli Venezia Giulia e in Valle d’Aosta. L’effetto dei due Decreti determina che i Comuni della Provincia di Vicenza avranno nel 2012 una minore entrata , rispetto al 2011, di 32,2 milioni di € e di 48,9 milioni di € rispetto al 2010 . A fronte dei nuovi tagli, l’aumento dell’IMU è l’unico margine a disposizione dei comuni. Diventa fondamentale riformare radicalmente i meccanismi che regolano le entrate dei comuni al fine di garantire entrate certe ed una maggiore autonomia finanziaria come prevederebbe il vero federalismo.

 

TOGLIAMO L’ALIBI : SE I CONTI VANNO MALE LE COLPE NON SONO SOLO DELLA “PRIMA REPUBBLICA”

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TOGLIAMO L’ALIBI : SE I CONTI VANNO MALE LE COLPE NON SONO SOLO DELLA “PRIMA REPUBBLICA”

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Esaminando i  dati  ISTAT  relativi  all’ultimo  trentennio balzano  agli  occhi  dei  dati  eclatanti, in  particolare  guardando  l’evoluzione e  la composizione della spesa pubblica delle pubbliche amministrazioni.

Quante volte ci siamo sentiti dire che se le cose nel nostro Paese non vanno bene a causa delle scelte e per la responsabilità dei politici e dei partiti della prima Repubblica! Certo, la prima Repubblica, sopratutto nella sua fase finale, errori ne ha fatti parecchi. Uno per tutti pensiamo ad esempio alla concessione delle famose “pensioni baby”. Ma se guardiamo i dati relativi alla spesa pubblica ci accorgiamo che, tranne rari periodi, la cosiddetta seconda repubblica non ha saputo fare meglio. Tra i periodi “virtuosi” della seconda repubblica troviamo sicuramente gli anni che vanno dal 1996 al 2000, governi Prodi e D’Alema, che in quegli anni hanno riportato l’Italia a rispettare i parametri di Maastricht. A partire dal 2000 è ripartita la “corsa”della spesa pubblica e del debito, trend che è continuato fino al 2010 tranne un leggero rallentamento nel 2006-2007 (Governo Prodi).

 

Decreto “Salva Italia” il mio intervento in aula :Cara Lega Basta con il gioco delle bandierine! State mettendo a repentaglio i risparmi dei cittadini.

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Decreto “Salva Italia” il mio intervento in aula :Cara Lega Basta con il gioco delle bandierine! State mettendo a repentaglio i risparmi dei cittadini.  

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Signor Presidente, con il cosiddetto decreto salva-Italia, sul quale voterò favorevolmente, diamo una risposta importante alle necessità del nostro Paese: salviamo appunto l’Italia. Rispetto a tanti interventi di critica che ho sentito, credo fosse dovere del Governo e del Parlamento di questo Paese salvaguardare i risparmi dei cittadini, le pensioni, il lavoro, anche perché sappiamo cosa è successo in Grecia, dove, viceversa, si è andati al default.
Relativamente alla questione equità, ci sono in particolare alcune norme che, dal mio punto di vista, cambiano completamente lo scenario rispetto a tutte le manovre approvate fino ad oggi. Ne cito solo due: la tracciabilità e l’eliminazione del segreto bancario. Il vero dramma e l’iniquità di questo Paese è la grande evasione fiscale: 250 miliardi di euro di evasione ed elusione. Fintantoché non combattiamo questa piaga (che viceversa potremo vedere come una risorsa nel momento in cui la combatteremo) nel nostro Paese non potrà esserci equità.
Voglio poi soffermarmi sulla questione particolare dell’IMU, tanto sollevata dalla Lega. Ho sentito tante cose in queste ore di dibattito: in particolare, ho sentito alcuni amici e colleghi della Lega sostenere punti di vista diversi da quelli che sostenevano un anno fa, quando abbiamo affrontato il federalismo municipale e quando ci dicevano nei corridoi della Commissione bicamerale: «Peccato che abbiamo tolto l’ICI». In un Paese che si vuol fare federale la peggior cosa è infatti l’eliminazione della tassazione sulla prima casa come possibilità di entrata per gli enti locali e per i Comuni. (Applausi del senatore Astore).

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