Nord Camp 2010 C’è chi dice Nord

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NORD CAMP 2010 – C’è chi dice Nord


Nord Camp 2010 è l’evento nazionale organizzato da TrecentoSessanta, in programma da giovedì 10 a sabato 12 giugno in Veneto. Accanto ad Enrico Letta parlamentari e amministratori, docenti, intellettuali. Presenti, tra gli altri, Carlo De Benedetti, il ministro Roberto Maroni, Vasco Errani e Vito De Filippo, Massimo Cacciari e Tito Boeri, Dario Di Vico, Rosanna Filippin, Lorenzo Basso, Debora Serracchiani, Enrico Borghi e Massimo Bulbi e i sindaci di Venezia, Vicenza, Padova e Piacenza. Tutti chiamati a parlare di Nord, del suo sviluppo e dei suoi problemi. Senza tabù e senza reticenze.

GIOVEDÌ 10 GIUGNO – Vicenza – Teatro Comunale – Sala del Ridotto – Viale Mazzini, 39

ore 20.00 Benvenuto

ore 20.30 Apertura
Intervento di Achille Variati, sindaco di Vicenza

ore 20.30/22.30 – TORNIAMO SULLA TERRA
Modera: David Parenzo
Governi locali e governo nazionale a confronto

PILLOLE DI ZELIG
Spettacolo con Paolo Cevoli e Claudia Penoni

VENERDÌ 11 GIUGNO – Pacengo di Lazise (Verona) – Hotel Parchi del Garda – Via Brusà

ore 9.30/13.30 – NORDLAB
Working group con docenti, amministratori, parlamentari e addetti ai lavori
• Fratelli d’Italia – Più giustizia e sicurezza per tutti i cittadini
• Frammenti d’Italia – Più equilibrio tra regioni e territori
• Balzelli d’Italia – Più equità per chi lavora e produce

ore 13.30/15.00 BUFFET LUNCH

ore 15.00/16.00 RIPRESA DEI NORDLAB

ore 16.30/20.30 – C’È CHI DICE NORD
Modera: Antonello Piroso
• Che ne sarà del federalismo? – Roberto Maroni ne discute con Vito De Filippo e Vasco Errani
• Dire meno tasse è di centrosinistra? – Intervista a Carlo De Benedetti
• Ma cosa chiede davvero il Nord? – Rispondono Tito Boeri e Massimo Cacciari

ore 20.30 CENA

SABATO 12 GIUGNO – Pacengo di Lazise (Verona) – Hotel Parchi del Garda – Via Brusà

ore 9.30/12.30 – SU AL NORD!
Modera: Andrea Pancani
• Il PD federale è la risposta? Discussione con i segretari regionali del PD del Nord
• Piccoli, cosa vuole la pancia del Paese? Intervengono Dario Di Vico, Cesare Fumagalli, Ivan Malavasi, Daniele Marini
• Tra altruismo e competitività, dove va il welfare? – Botta e risposta con Mauro Ceruti e Tiziano Treu
• Ma l’Italia è un PIGS o no? – Lucio Caracciolo ne discute con Tobias Piller («Frankfurter Allgemeine Zeitung») ed Eric Jozsef («Liberation»)

ore 12.30/13.00 CONCLUSIONI
Enrico Letta

Scarica il programma completo della manifestazione
http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Programma_web_completo.pdf

Per partecipare scarica la scheda di adesione
http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/scheda_partecipazionedefinitiva.doc

Per tutte le informazioni da sapere su Nord Camp leggi le Notizie Utili
http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Notizie_Utili.pdf

Per maggiori informazioni contatta la segreteria organizzativa
Tel 041.8943093
Email events@arzanadv.it

FEDERALISMO TRADITO! Nel 2009 ai Comuni del Veneto tagliati 205 Milioni di €

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 In questi giorni ho pubblicato una ricerca che ho raccolto in un dossier dal titolo”Federalismo Tradito!”. La finalità che mi sono dato, quando ho iniziato la ricerca, era quella di verificare l’evoluzione dei trasferimenti erariali erogati dallo Stato ai comuni nel corso degli ultimi anni. I dati li ho rilevati dal sito del Ministero dell’Interno, fonte certa e sicura, dove sono pubblicate le spettanze, anno per anno, di ogni singolo Comune. Le cifre riscontrate sono sorprendenti. Sino all’anno 2003 i trasferimenti sono sempre cresciuti, in modo particolare per i comuni cosiddetti “sottodotati” mentre dal 2004 è iniziata una costante e continua diminuzione. Il 2009 è stato l’anno peggiore. Oltre al taglio dei trasferimenti ed al mancato rimborso integrale dell’ICI, prima casa, i comuni hanno dovuto sopportare un crollo delle entrate derivanti dalla diminuzione degli oneri di urbanizzazione, causato dal rallentamento dell’attività edilizia. Pertanto, le nostre realtà locali si trovano a fronteggiare una situazione finanziaria difficile. Qualcuno potrebbe dire che siamo in un periodo di vacche magre e quindi tutti dobbiamo fare sacrifici! compresi i comuni. Se fosse realmente così sarei il primo a sostenere questa tesi, ma in questi anni  ho visto troppe scelte incoerenti rispetto a questa finalità. Se siamo in un periodo di tagli non capisco l’erogazione del contributo straordinario di 500 milioni di € all’anno per il Comune di Roma, come non capisco il contributo straordinario di 160 milioni di € per il Comune di Catania e gli 80 milioni di € per l’azienda multiservizi del Comune di Palermo. La propaganda sul Federalismo quale strumento risolutore di tutti i mali è e, resta solo uno slogan.  Se agli annunci non seguiranno gli stanziamenti necessari è difficile che arrivino ai comuni le risorse indispensabili per far fronte alle esigenze  dei cittadini.
Questi sono i manifesti esposti nella Capitale per pubblicizzare l’ottenimento dei 500 milioni di € all’ anno da parte del Comune di Roma!  credo non servano altre parole il manifesto si commenta da se….

N.B:Il dossier relativo ai comuni raggruppati  per le 7 Provincie venete si trova nella home cliccando la voce “dossier”, in modo che se interessano i dati di una sola Provincia non serve stampare tutte le 77 pagine dell’intero dossier.

La mia proposta di legge sul patto di stabilità A.S. 1124

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sindacoUn nuovo Patto di Stabilità interno, più dinamico ed equo. Che premi i Comuni virtuosi e induca quelli «spreconi» al rispetto dei parametri. Senza più discriminazioni e cavilli burocratici.

Cos’è il Patto di Stabilità e crescita? Un amministratore locale risponderebbe così: è un meccanismo burocratico che limita i finanziamenti ai Comuni, indispensabili per gli investimenti, e crea disagi ai fornitori, pagati dagli enti locali con grave ritardo per i vincoli di spesa imposti. Un funzionario del Ministero dell’Economia replicherebbe: è uno strumento dell’UE, fondamentale per garantire il rispetto dei parametri di Maastrict Dov’è la verità? Il PSC è un accordo stipulato dai Paesi dell’UE per il controllo delle politiche di bilancio nell’ambito dell’Unione monetaria. Prevede il rafforzamento della vigilanza su deficit e debiti pubblici. Questo sulla carta. Nella realtà, il Patto è diventato un rigido groviglio di cavilli che impedisce agli enti più efficienti di esprimere le proprie potenzialità, ma non «richiama» al rispetto dei vincoli di bilancio le amministrazioni meno virtuose.

Per capire meglio, basta un po’ di cronistoria. Gli enti locali devono contribuire al raggiungimento dei criteri di stabilità e crescita definiti a Maastricht. Per questo sottostanno ai parametri di un Patto di stabilità interno. Dal 1997 esistono norme che pongono vincoli ai bilanci degli enti decentrati allo scopo di raggiungere, come obiettivo nazionale, la riduzione del deficit di tutti gli enti che compongono la P.A.. I Comuni devono adeguarsi, a differenza di altre istituzioni, a regole che impediscono di produrre deficit. Se ciò avviene, significa che non sono state rispettate le norme di bilancio e che, dunque, sono stati adottati provvedimenti illegittimi. Alla Magistratura il compito di sanzionarli. Negli ultimi 10 anni il Patto interno è stato modificato più volte, con restrizioni che hanno sottratto autonomia agli enti e creato discriminazioni, penalizzando quelli virtuosi e non quelli «spreconi». Di qui le critiche, provenienti da tutti gli schieramenti, secondo cui il Patto sarebbe «stupido». Nessuno mai, però, l’ha reso «saggio». Leggi il resto »

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