GOVERNO DI IMPEGNO NAZIONALE: SONO NECESSARI LEADER CON LA L MAIUSCOLA!

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LETTERA PUBBLICATA SU LA NUOVA VENEZIA DEL    1 dicembre 2011

 

GOVERNO DI IMPEGNO NAZIONALE: SONO NECESSARI LEADER CON LA L MAIUSCOLA!

All’indomani della fiducia al governo Monti, nel nuovo scenario politico che va delineandosi, appare chiaro che al Paese occorra una vera svolta. Per questo, è necessario che i partiti che appoggiano la Maggioranza scelgano di togliersi le varie ‘maglie’ di appartenenza e affrontino con volontà autentica i temi fondamentali per mettere ordine nel Paese. Nel discorso programmatico al Parlamento, il presidente Monti ha detto chiaramente che l’azione del nuovo Governo sarà guidata dal principio di equità. In base a questi presupposti, i partiti dovrebbero mettere in cima alle proprie agende interventi da affrontare con un Governo sorretto da una grande coalizione, al riparo da clientele territoriali e di categoria. 

Il momento che stiamo vivendo contiene un grande paradosso: il Governo è sostenuto da quasi il 90% dei parlamentari, sia alla Camera che al Senato, ma i partiti di appartenenza degli stessi parlamentari sembrano restii. Sui giornali leggiamo di polemiche su presunti o veri incontri segreti tra i leader dei partiti della maggioranza per ragionare sulle misure da intraprendere. Per quanto mi riguarda, credo che quello della polemica sia il mezzo più sbagliato, da entrambe le parti, di affrontare le delicatissime questioni politico-economiche in cui ci troviamo.

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Fondi statali per le politiche sociali: Nuovi tagli con la Legge di stabilità 2012 di Antonio Misiani

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Fondi statali per le politiche sociali: Nuovi tagli con la Legge di stabilità 2012  di Antonio Misiani deputato del Partito Democratico

 

La Legge di stabilità 2011 aveva stabilito una drastica riduzione dei fondi statali destinati a politiche di carattere sociale, evidenziata dall’Analisi pubblicata da Nens nel dicembre 2010. L’approvazione della Legge di stabilità 2012 (Legge 12 novembre 2011, n. 183), varata successivamente alla manovra estiva 2011 (Decreti-legge 98/2011 e 138/2011), non ha mutato questo quadro. Anzi, in molti casi si registra un’ulteriore riduzione degli stanziamenti rispetto a quanto era stato previsto con la Legge di stabilità 2011.

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DISEGNO DI LEGGE :MISURE DI PREMIALITA’ PER I COMUNI VIRTUOSI A.S. 2927

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DISEGNO DI LEGGE :MISURE DI PREMIALITA’ PER I COMUNI E PROVINCE VIRTUOSE AS 2927

d’iniziativa dei senatori STRADIOTTO, ANDRIA, ANTEZZA, BIANCO, BERTUZZI, BIONDELLI, BLAZINA, BUTTI, CECCANTI, CHITI, DE LUCA,
DE SENA, DI GIOVAN PAOLO, Marco FILIPPI, FISTAROL, Mariapia GARAVAGLIA, GIARETTA, LUSI, MAGISTRELLI, MAZZUCONI, MONGIELLO, MUSSO, Paolo ROSSI e THALER AUSSERHOFER

 

Il seguente disegno di legge si pone come obiettivo quello di istituire un meccanismo premiale in favore di quei comuni che si caratterizzano per la virtuosità della gestione economico-finanziaria ed amministrativa; a tali comuni sarà concessa maggiore autonomia e libertà, attraverso un patto di stabilità meritocratico.

    Tale proposta prevede di dare, dunque, maggiore autonomia ai comuni e alle province, in cambio di una maggiore responsabilità da parte degli amministratori locali. Più nel dettaglio, tutti i comuni e le province che adottano iniziative per il dimezzamento del loro debito e che mantengano un costo della «politica» inferiore al 5 per cento delle proprie entrate saranno esentati dal rispetto dei vincoli del patto di stabilità.
    Attraverso un allentamento dei vincoli del patto di stabilità, il comune potrebbe accogliere più prontamente le richieste che ogni giorno il cittadino rivolge all’amministrazione: potenziare i servizi socio-assistenziali; effettuare il pagamento di tutti i lavori commissionati, risollevando le sorti di molte piccole aziende artigianali e commerciali locali e contribuendo fattivamente alla ripresa dell’economia locale; effettuare lavori e manutenzioni del territorio amministrato, dando nuove opportunità di lavoro.
    Con l’approvazione di questo disegno di legge, il patto di stabilità non diventerebbe un vincolo uguale per tutti ma uno strumento volto ad «impegnare» gli enti locali meno virtuosi e più indebitati. A tal fine, è previsto che il patto di stabilità si applichi anche nei confronti di tutti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, al fine di evitare il crescente ricorso all’indebitamento da parte dei medesimi.

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