RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO REGIONALE: L’USLL 13 DI MIRANO L’AZIENDA SANITARIA PIU’ PENALIZZATA

RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO REGIONALE DEL VENETO: UNA REGIONE DI FIGLI E FIGLIASTRI

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Analizzando i numeri  relativi alla ripartizione del fondo sanitario regionale del Veneto appare chiaro fin da subito che non tutte le aziende sanitarie vengono trattate allo stesso modo. Sembra che ci sia una ripartizione che eviti di mettere tutte le varie entità  territoriali sullo stesso piano di partenza.

Ad esempio guardiamo i trasferimenti per abitante ottenuti dalle varie aziende sanitarie regionali (Tabella 1 e Tabella 2).

Guardando la tabella in particolare i trasferimenti del 2011, negli anni precedenti la situazione non era molto diversa, possiamo notare che l’Azienda ULSS 13 di Mirano-Dolo è la più penalizzata del Veneto con un trasferimento pro capite di 1.467 € per abitante seguita dall’Az. ULSS  5  Ovest Vicentino con 1.497 €/ab. , dall’USLL  22 di Bussolengo con 1.501 €/ab., seguita a sua volta dall’USLL  10 Veneto Orientale con 1.522 €/ abitante.

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La lettera che mi ha pubblicato Il Mattino di Padova: DIFENDO LA TESORERIA UNIFICATA DI MONTI:LA VERA BATTAGLIA ,A SALVAGUARDIA DELLE AUTONOMIE, VA FATTA SUL PATTO DI STABILITA’

Articolo pubblicato su Il  Mattino di Padova del 21 febbraio 2012

L’autonomia sacrosanta degli enti locali si difende consentendo loro  l’impiego legittimo delle risorse in cassa per pagare i fornitori.                                                                                                                                                                                                                      

LE AUTONOMIE LOCALI SONO STATE CALPESTATE DAL MECCANISMO DEL PATTO DI STABILITA’ APPROVATO DAI GOVERNI SOSTENUTI DA LEGA E PDL . INVECE DI FARE l’INUTILE POLEMICA , DI QUESTI GIRNI SULLA TESORERIA UNIFICATA, SERVIREBBE ANDARE ALL’ORIGINE DEL PROBLEMA SAREBBE NECESSARIO MODIFICARE IL MECCANISMO DEL PATTO DI STABILITA’.

Attorno alle nuove norme sulla Tesoreria unificata si è aperta una discussione che merita di essere approfondita. La decisione del Governo Monti tocca una situazione, formatasi negli anni scorsi, a dir poco paradossale. C’è un filo rosso che unisce i problemi dell’autonomia finanziaria dei Comuni, il ricorso dello Stato all’indebitamento, i ritardi nei pagamenti verso i fornitori della Pubblica Amministrazione e le regole assurde del Patto di Stabilità.

Il paradosso è questo. Da un lato ci sono gli enti locali. Hanno a disposizione una liquidità che, a causa delle norme del Patto, non possono usare per pagare i fornitori, ma possono invece sfruttare per ricavare un interesse attraverso operazioni finanziarie proprie. Dall’altro lato c’è lo Stato, che paga ogni anno sempre più interessi sul debito pubblico. 

Abbiamo due fenomeni complementari. Lo Stato ricerca liquidità e pur di averla è stato disposto a pagare interessi fino al 7%. Contemporaneamente, gli Enti Locali affidano la propria liquidità al mercato, incassando interessi compresi tra il 2% e 4%, attraverso operazioni finanziarie della durata inferiore l’anno, sempre per non sforare il Patto di Stabilità. L’assurdità è che nel frattempo lo Stato è stato costretto a compensare le maggiori spese per interessi, tagliando proprio i trasferimenti agli Enti locali. Il cane si morde la coda, mentre, nel frattempo, chi paga il prezzo maggiore sono le imprese in attesa di essere pagate dalle pubbliche amministrazioni. 

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LAVORO: QUALE ORIZZONTE OLTRE LA CRISI?

Lavoro :quale orizzonte oltre la crisi?  

Incontro pubblico Martellago 20 febbraio 2012                      per vedere le slides presentate clicca qui o sulla foto