Comuni

DECRETO FISCALE ENTI LOCALI: APPROVATO ODG PER INTEGRARE IL FONDO DI RIEQUILIBRIO

Il Senato ha approvato un ordine del Giorno presentato dai Senatori Stradiotto, Fontana, Mercatali e Giaretta  che impegna il Governo a valutare ,con il Documento di economia e finanza 2012 e successivamente nella legge di stabilità, la di integrare il fondo sperimentale per i comuni che dalle prime stime fatte dai singoli enti risulta essere insufficiente a compensare il minore gettito IMU relativo alle abitazioni principali.

Il Senato,

In sede di esame del decreto-legge 2 marzo, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie,di efficentamento e potenzia mento delle procedure di accertamento (Atto Senato n. 3184-B ),

Premesso che,

le modifiche apportate dalla Camera dei deputati hanno introdotto innovazioni all’articolo 4 che riguardano il tema della fiscalità locale ed in particolare della Imposta Municipale Unica Sperimentale, e che contribuiscono a rendere ancora più incerte le entrate IMU per i Comuni;

i Comuni Italiani si trovano nell’assoluta impossibilità di poter prepredisporre dei bilanci di previsione supportati da un minimo di entrate certe;

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DALL’ICI ALL’IMU : UNA PATRIMONIALE DA 9 MILIARDI DI EURO

DALL’ICI ALL’IMU : UNA PATRIMONIALE  DA 9 MILIARDI DI EURO

USIAMOLA PER FARE BENE IL FEDERALISMO MUNICIPALE

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Anticipare Imu. Una scelta figlia dell’emergenza.L’Imu è un’imposta decisa dal Governo Berlusconi, con il sostegno della Lega, nel 2011. Il Decreto Salva Italia ne ha anticipato l’applicazione di 2 anni, dal 2014 al 2012. È una scelta dettata dall’emergenza sui conti pubblici che il Governo Monti ha ereditato dal passato. Si tratta, di fatto, di una patrimoniale che frutterà alle casse dello Stato 9 miliardi di gettito annuo.

In Italia i patrimoni immobiliari sono stimati in 5.400 miliardi di euro, di cui le abitazioni incidono per l’83%. Con questi numeri, è difficile immaginare una tassa sul patrimonio che non consideri questa “ricchezza”. Del resto in tutti i Paesi che applicano il federalismo è prevista un’imposta sulla casa.

Superata l’emergenza, tuttavia, sarà necessario riformare radicalmente il meccanismo che regola l’autonomia finanziaria e fiscale degli enti locali.

Imu del domani: uno strumento per il vero federalismo.

Attualmente lo Stato eroga ai Comuni come trasferimenti circa 9 miliardi di euro, quasi la stessa cifra che i Comuni forniranno allo Stato attraverso l’Imu.

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La lettera che mi ha pubblicato Il Mattino di Padova: DIFENDO LA TESORERIA UNIFICATA DI MONTI:LA VERA BATTAGLIA ,A SALVAGUARDIA DELLE AUTONOMIE, VA FATTA SUL PATTO DI STABILITA’

Articolo pubblicato su Il  Mattino di Padova del 21 febbraio 2012

L’autonomia sacrosanta degli enti locali si difende consentendo loro  l’impiego legittimo delle risorse in cassa per pagare i fornitori.                                                                                                                                                                                                                      

LE AUTONOMIE LOCALI SONO STATE CALPESTATE DAL MECCANISMO DEL PATTO DI STABILITA’ APPROVATO DAI GOVERNI SOSTENUTI DA LEGA E PDL . INVECE DI FARE l’INUTILE POLEMICA , DI QUESTI GIRNI SULLA TESORERIA UNIFICATA, SERVIREBBE ANDARE ALL’ORIGINE DEL PROBLEMA SAREBBE NECESSARIO MODIFICARE IL MECCANISMO DEL PATTO DI STABILITA’.

Attorno alle nuove norme sulla Tesoreria unificata si è aperta una discussione che merita di essere approfondita. La decisione del Governo Monti tocca una situazione, formatasi negli anni scorsi, a dir poco paradossale. C’è un filo rosso che unisce i problemi dell’autonomia finanziaria dei Comuni, il ricorso dello Stato all’indebitamento, i ritardi nei pagamenti verso i fornitori della Pubblica Amministrazione e le regole assurde del Patto di Stabilità.

Il paradosso è questo. Da un lato ci sono gli enti locali. Hanno a disposizione una liquidità che, a causa delle norme del Patto, non possono usare per pagare i fornitori, ma possono invece sfruttare per ricavare un interesse attraverso operazioni finanziarie proprie. Dall’altro lato c’è lo Stato, che paga ogni anno sempre più interessi sul debito pubblico. 

Abbiamo due fenomeni complementari. Lo Stato ricerca liquidità e pur di averla è stato disposto a pagare interessi fino al 7%. Contemporaneamente, gli Enti Locali affidano la propria liquidità al mercato, incassando interessi compresi tra il 2% e 4%, attraverso operazioni finanziarie della durata inferiore l’anno, sempre per non sforare il Patto di Stabilità. L’assurdità è che nel frattempo lo Stato è stato costretto a compensare le maggiori spese per interessi, tagliando proprio i trasferimenti agli Enti locali. Il cane si morde la coda, mentre, nel frattempo, chi paga il prezzo maggiore sono le imprese in attesa di essere pagate dalle pubbliche amministrazioni. 

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