Marco Stradiotto

Intervento in aula sugli atti di intimidazione nei confronti di dipendenti di Equitalia

Intervento che ho svolto in aula sugli atti di intimidazione nei confronti di dipendenti di Equitalia

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Signor Presidente, in questo particolare periodo di crisi economica stiamo assistendo quasi giornalmente ad attacchi da parte di no global e di varie associazioni nei confronti delle sedi di Equitalia.

Ebbene, ho ricevuto oggi una lettera di un lavoratore di Equitalia che voglio leggere: «Caro Marco, come sai lavoro ad Equitalia e anche oggi, dopo l’assalto dei no global» (della settimana scorsa) «qui a Mestre, assistiamo ad un crescendo di attacchi che ci vengono da tutte le parti solo perché facciamo il nostro lavoro, o meglio il lavoro che la legge ci impone di fare.

Volevo renderti edotto che se il clima è rovente fuori, lo è altrettanto qui dentro, anche perché nessuno (parlo di istituzioni, partiti, onorevoli, sindaci, ANCI, eccetera) esprime un minimo di solidarietà o alza la voce forte e chiara contro queste strumentalizzazioni e questi attacchi.

Io non so cosa stiate aspettando voi, che idea abbiate voi sul ruolo di Equitalia, sul suo futuro, sul suo lavoro. Non vorrei che aspettiate che ci scappi un morto.

Personalmente non sto scherzando, posso assicurarti che ci sono colleghi che non ci dormono la notte. Certo però che questo Stato non può essere come Giano bifronte: da un lato chiedere ad Equitalia alcuni risultati e dall’altro insultare anche con il solo silenzio il lavoro, forse ingrato ma necessario, che qui dentro si compie.

Spero che comprenderai lo sfogo, ma se per tutti oggi è difficile muoversi e lavorare, lo è ancor di più in una situazione dove sei sottoposto a pressioni di duplice natura (…)».

Io credo che noi parlamentari abbiamo una responsabilità. Spesso e volentieri, anche in quest’Aula, ho sentito accuse verso Equitalia, senza poi dire che Equitalia applica delle norme che questo Parlamento ha approvato.

Le sanzioni non vanno bene, gli interessi non vanno bene. Io credo che la questione, per serietà e coerenza, sia quella non di parlare male di Equitalia ma, viceversa, di cambiare quelle norme. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatore Stradiotto, in diversi, a dire la verità, senza arrivare a invertire la tendenza di un’impressione, abbiamo espresso la solidarietà ai lavoratori di Equitalia. Credo che dobbiamo tener fermo il fatto che si tratta di lavoratori: impiegati e lavoratori che svolgono un ruolo e che sono sottoposti a pressione, a intimidazione, a violenza, e anche peggio. Questo è un primo aspetto che credo sia giusto precisare.

Un secondo aspetto è quello che lei riferiva. Se le norme per la gradualità del rientro di chi non è un evasore ma è in difficoltà e ha sempre fatto il proprio dovere devono essere affermate, è un compito che non può essere fatto svolgere da Equitalia. Deve essere il Parlamento che precisa o il Governo, se ha competenze, senza bisogno di provvedimenti legislativi, che precisa, chiarisce o modifica.

Infine, non bisogna dimenticare che questi aspetti vanno modificati e vanno cambiati, ma unitamente al fatto che in questo Paese c’è uno scandalo che si chiama evasione, che deve essere recuperato fortemente: altrimenti, il carico fiscale sui cittadini non potrà scendere mai.

 



SE 94 SENATORI FANNO LA COSA GIUSTA E NON RIESCONO A FARSI COMPRENDERE

SE 94 SENATORI FANNO LA COSA GIUSTA E NON RIESCONO A FARSI COMPRENDERE……….

“Il PD non ha mai votato contro il taglio delle pensioni d’oro”
Le notizie che girano sono false e fuorvianti e vi spiego il perché. Io da sempre sostenitore dei tagli gli sprechi, basta guardare le mie proposte di legge e gli emendamenti che ho presentato o vedere i miei interventi sul web o su fb per capire come la penso.

La voce che sta girando in queste ore che accusa i Senatori del Partito Democratico di avere votato contro il taglio delle pensioni d’oro è una notizia falsa e fuorviante e per questo sento l’esigenza di fare chiarezza.
Le così dette “pensioni d’oro”, stimate in un numero inferiore a20 in tutto il Paese e appartenenti a manager pubblici di grande rilievo come il responsabile dei Servizi Segreti Italiani, colui il quale è responsabile della sicurezza dello Stato, sono state tagliate dal Governo Monti (anche con il nostro appoggio) diversi mesi fa imponendo un contributo di solidarietà. L’emendamento in discussione non andava a modificare tale decisione e, come spiegato dalla relazione tecnica redatta dal Ministero dell’Economia ad esso riferita, non produceva effetti negativi per i saldi di finanza pubblica. Questo significa che quel comma non determinava una maggiore spesa per le casse dello Stato, e ciò dimostra che quanto affermato da troppi oggi è falso. Non abbiamo mai votato contro la riduzione delle pensioni d’oro e il Partito Democratico non ha in nessun modo cambiato idea a tal proposito.

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SPESE ELETTORALI: NECESSARIA TRASPARENZA E TRACCIABILITA’ proposta di legge A.S. 3250 prima firma Stradiotto

PARTITI: STRADIOTTO (PD), SU SPESE ELETTORALI IMPEGNO PER TRASPARENZA E TRACCIABILITÀ  per vedere il disegno di legge clicca qui o sulla foto

 Il sistema della rappresentanza democratica si trova, oggi più che in passato, al centro di pressanti sollecitazioni al rinnovamento e alla trasparenza da parte dell’opinione pubblica nazionale e degli osservatori internazionali. A questa esigenza risponde la proposta di legge relativa alle disposizioni che regolano le spese elettorali, depositata qualche giorno fa dal senatore del PD Marco Stradiotto, proponendo un’organica modifica in materia di rimborsi e di tetti di spesa, sulla base di criteri di limitazione, trasparenza e tracciabilità.

Il testo prevede, infatti, da un lato, l’obbligo di quantificare e rendicontare analiticamente le spese sostenute dal partito per ciascun candidato, ivi incluse, pro quota, le spese per la propaganda elettorale riferite a più candidati. Dall’altro, la limitazione delle stesse per ciascun tipo e livello di consultazione disponendo, ad esempio, che le spese per la propaganda di ciascun partito dipendano dal numero di cittadini iscritti nelle liste elettorali delle circoscrizioni o collegi per la Camera dei deputati o del Senato della Repubblica nelle quali è presente secondo una percentuale più bassa. O, relativamente ai Consigli regionali e alla Presidenza delle giunte regionali, prevede che le spese per la propaganda elettorale non possano superare il limite di cinque volte l’importo massimo di spesa previsto per la candidatura a consigliere regionale.

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