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	<title>Marco Stradiotto &#187; PIL</title>
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	<description>Senatore del Partito Democratico</description>
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		<title>NUOVO STUDIO PUBBLICATO SUL SITO DI TRECENTOSESSANTA: GOVERNI TUTTI UGUALI?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 10:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Avanzo Primario]]></category>
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		<description><![CDATA[  ANDAMENTO DEI CONTI PUBBLICI NELLA SECONDA REPUBBLICA PER APRIRE LO STUDIO CLICCA QUI Il nuovo studio elaborato dal senatore del PD Marco Stradiotto all’interno del laboratorio TrecentoSessanta, dopo quello sul federalismo fiscale e su quello municipale, diffusi rispettivamente a dicembre 2010 e giugno 2011, analizza l’andamento di alcuni tra i più rilevanti parametri economici in relazione ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/08/grafici-governo-360.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1356" title="grafici governo 360" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/08/grafici-governo-360-1-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p><strong><em>  ANDAMENTO DEI CONTI PUBBLICI NELLA SECONDA REPUBBLICA<br />
PER APRIRE LO STUDIO <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/08/grafici-governo-360.pdf">CLICCA QUI</a></em></strong></p>
<p><em>Il nuovo studio elaborato dal senatore del PD Marco Stradiotto all’interno del laboratorio TrecentoSessanta, dopo quello sul</em><em> </em><em><a href="http://www.associazione360.it/?p=3188" target="_blank"><strong>federalismo fiscale</strong></a></em><em> </em><em>e su quello</em><em> </em><em><a href="http://www.associazione360.it/?p=4299" target="_blank"><strong>municipale</strong></a>, diffusi rispettivamente a dicembre 2010 e giugno 2011, analizza l’andamento di alcuni tra i più rilevanti parametri economici in relazione ai governi che si sono succeduti dal 1993 ad oggi. E prova a tirare alcune somme.</em></p>
<p>Quante volte, nelle riunioni e negli incontri in giro per il territorio, mi sono sentito dire che siamo tutti uguali e che, se siamo arrivati a questa situazione, le responsabilità sono equamente divise tra governi di centrodestra e centrosinistra. La mia passione per i numeri, per le statistiche e per tutti quei dati che, a differenza di tante inutili chiacchiere, non sono “fumo” ma valori concreti mi ha portato a fare una ricerca storica che analizza l’andamento di alcuni parametri economici in relazione ai governi che si sono succeduti dal 1993 ad oggi e a raccoglierli in un dossier.</p>
<p>Si parte dall’andamento della crescita esponenziale del debito pubblico a partire dagli anni 80, e mi verrebbe da chiedere ai vari Sacconi, Cicchitto e Brunetta chi in quel periodo era al governo. Poi mi sono soffermato, in particolare, sui dati relativi al periodo della cosiddetta Seconda Repubblica. Il dato più sorprendente, tra questi che dimostrano la diversa azione dei governi che si sono succeduti in questi ultimi 18 anni, è quello relativo all’<strong>avanzo primario</strong>, ossia quello che resta delle entrate, tolte le spese e al netto degli interessi del debito pubblico. Il dato sull’avanzo primario è la vera cartina di tornasole per l’attività di un governo. L’analisi e il grafico dimostrano che ogni qualvolta il centrodestra è al governo il dato sull’avanzo primario diminuisce, mentre sono significativi, da questo punto di vista, i dati dei governi Prodi nel 1997 e nel2007, in entrambi i casi dopo il solo primo anno di attività.</p>
<p>Gli effetti positivi si riverberano anche sul <strong>rapporto debito/PIL</strong>: anche in questo caso, sia nel biennio 1995-1996 che nel biennio 2006-2007, i governi di centrosinistra hanno invertito la tendenza. Se guardiamo il dato sul deficit in rapporto al PIL, le risultanze sono sempre le stesse: nel corso degli ultimi 18 anni i dati migliori sono stati ottenuti dal governo Amato, nel 2000, con un deficit pari al -0,8% e dal governo Prodi, nel 2007, con un deficit pari a -1,5% . Escludiamo i dati relativi al periodo antecedente l’introduzione dell’euro, in cui il deficit correva con valori sopra il 7% e in alcuni casi addirittura sopra l’11%, e osserviamo il periodo post introduzione, i dati peggiori sono quelli relativi ai governi Berlusconi con deficit del -5,4% nel 2009, del -4,6% nel 2010 e del -4,3% nel 2005. Sono molto interessanti anche i grafici e i dati relativi a disoccupazione, occupazione, inflazione, pressione fiscale e tanti altri parametri.</p>
<p>Dai dati emerge una risposta chiara alla domanda posta dal titolo: <strong>i governi non sono tutti uguali!</strong></p>
<p><strong>Vogliamo invertire i dati su debito, deficit, avanzo primario, inflazione?</strong> Se la risposta è si,<strong> </strong><strong>c’è una cosa da fare subito: cambiare l’attuale governo!</strong> In tutti questi anni, Berlusconi e Tremonti hanno dimostrato solo di essere bravi a fare aumentare debito e deficit e senza peraltro diminuire la pressione fiscale.</p>
<p>Marco Stradiotto</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DAGLI ENTI LOCALI  SHOCK POSITIVO NELL’ABBATTERE IL DEBITO PUBLICO</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 12:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[I DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Debito]]></category>
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		<description><![CDATA[DAGLI ENTI LOCALI  SHOCK POSITIVO NELL’ABBATTERE IL DEBITO PUBLICO  Per aprire il dossier clicca qui In questo periodo, in Italia si parla di modificare l’art. 81 della Costituzione, in modo da obbligare lo Stato al rispetto del pareggio di bilancio, con la conseguenza di non poter spendere più risorse di quelle che entrano nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DAGLI ENTI LOCALI  <em>SHOCK</em> POSITIVO NELL’ABBATTERE IL DEBITO PUBLICO</strong></p>
<p><strong> Per aprire il dossier <a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/08/grafici-favole.pdf">clicca qui</a><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/08/grafici-favole.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1325" title="grafici favole" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2011/08/grafici-favole-11-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></strong></p>
<p>In questo periodo, in Italia si parla di modificare l’art. 81 della Costituzione, in modo da obbligare lo Stato al rispetto del pareggio di bilancio, con la conseguenza di non poter spendere più risorse di quelle che entrano nel corso dello stesso anno. Non tutti sanno che gli enti locali, ovvero province, comuni e comunità montane, sono <em>da sempre </em>obbligati al rispetto del pareggio di bilancio. Di fatto, le norme contabili cui sono assoggettati non permettono che le spese siano superiori alle entrate: comuni e province possono produrre solo avanzi di amministrazione. Qualsiasi spesa, infatti, è autorizzata solo dopo che è stata accertata la disponibilità economica a pagarla, se questo non avviene , è classificata come “debito fuori bilancio”, considerata danno erariale e i funzionari e l’amministratore che mettono in atto questa procedura anomala devono rispondere in solido personalmente.</p>
<p>L’unica eccezione in cui i “debiti fuori bilancio” sono ammessi riguarda l’eventualità di sentenze giudiziarie che determinano spese superiori alle previsioni, in tema di espropri di aree o fabbricati per la realizzazione di opere pubbliche. In questo caso, se le procedure espropriative sono state eseguite correttamente e la rideterminazione riguarda l’adeguamento del prezzo, amministratori e funzionari non sono ritenuti responsabili del “debito fuori bilancio”, perché non potevano sapere l’esatto valore finale dell’immobile espropriato. Detto questo, si comprende che il dato sul deficit della P.A. italiana non deriva dagli enti locali ma da tutte le altre amministrazioni.</p>
<p>In questi ultimi anni, al fine di rispettare i parametri previsti dal trattato di Maastricht, lo Stato italiano si è imposto alcune regole chiamate “Patto di stabilità e di crescita”. Il trattato, infatti, prevede che, per i paesi dell’area Euro, il rapporto del deficit rispetto al PIL non debba superare il 3% e che il debito non debba superare il 60% del PIL. Nel nostro paese il dato sul deficit nell’ultimo biennio è stato superiore al 4,5% e il rapporto debito/PIL ha raggiunto il doppio della soglia prevista, il 120 %.Da quello che dicevamo prima si comprende come il dato relativo al deficit non può essere addebitato agli enti locali, visto che per legge non possono produrne, ma, nonostante questa certezza, le norme del Patto di stabilità, applicate a comuni e province, li costringono ad accantonare risorse e a produrre avanzi di amministrazione solo al fine di rispettare i parametri burocratici imposti dallo Stato centrale. Considerato che i pagamenti degli enti locali avvengono attraverso la Tesoreria Unica Nazionale, gli avanzi prodotti dalle amministrazioni locali diventano risorse utili per migliorare il fabbisogno dello stato.</p>
<p><span id="more-1324"></span></p>
<p>Per dirla in parole semplici, i comuni e le province sono costretti a chiedere più tasse e a tagliare servizi solo al fine di aumentare gli avanzi di amministrazione che il Ministero dell’Economia usa per compensare i disavanzi (i buchi) di altre parti della Pubblica Amministrazione, regolando il tutto attraverso lo strumento della cassa. Il dato del debito della P.A., pari a 1.890 miliardi di euro, risente invece dell’apporto negativo del debito che pesa sulle spalle degli enti locali, che hanno un indebitamento pari a circa 60 miliardi di euro dovuto all’ingente mole di mutui accesi con la Cassa depositi e prestiti, o con altri istituti di credito, per realizzare opere pubbliche. Di fatto i comuni e le province non hanno più né l’autonomia né la responsabilità che le stesse amministrazioni avevano 7/8 anni fa. Ritengo che lo Stato potrebbe proporre un Patto di stabilità diverso, che conceda più autonomia e che chieda maggiore responsabilità, senza proporre altri vincoli o imposizioni ma dando libertà di azione agli enti che si impegnano a innescare uno <em>shock</em> positivo nella riduzione del debito. La norma potrebbe essere questa: gli enti locali che nel corso del triennio 2011-2013 dimezzeranno l’indebitamento e lo manterranno sotto un determinato livello, non saranno soggetti al Patto di stabilità. Sono convinto che molti enti locali, pur di ottenere libertà di azione, sarebbero disposti a raggiungere questo obiettivo. E questo teoricamente potrebbe determinare la riduzione del debito di ben 30 miliardi di euro. Significherebbe, pensate, passare da 1.901 a 1.871 miliardi di euro di debito.Sarebbe, inoltre, la prima volta che l’andamento del debito subisce un’inversione di tendenza. Un <em>shock</em> positivo utile allo Stato e alla collettività.</p>
<p>Marco Stradiotto</p>
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		<title>ITALIA VIRTUOSA NEL &#8220;DEBITO TOTALE&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 11:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Noi italiani, molto spesso, siamo i primi a parlar male del nostro paese e di noi stessi. Dobbiamo  avere la capacità di non limitarci ad esaltare solo le cose che non funzionano ma anche di evidenziare, con la sessa foga ed entusiasmo ,quello che funziona. In questi giorni sono comparse delle statistiche che dimostrano che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2008/11/foto-euro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-301" title="foto-euro" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2008/11/foto-euro.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></div>
<div> Noi italiani, molto spesso, siamo i primi a parlar male del nostro paese e di noi stessi. Dobbiamo  avere la capacità di non limitarci ad esaltare solo le cose che non funzionano ma anche di evidenziare, con la sessa foga ed entusiasmo ,quello che funziona. In questi giorni sono comparse delle statistiche che dimostrano che il nostro paese è molto più virtuoso , sul fronte dell&#8217;indebitamento delle famiglie, rispetto a molti  altri paesi europei ed agli Stati Uniti.</div>
<div>Questo indice determina come diretta conseguenza che nella valutazione dell’indebitamento aggregato , somma il debito pubblico con il  debito privato, non siamo in fondo alla classifica.<span id="more-292"></span></div>
<div> Infatti, sommando il totale del debito delle famiglie italiane con il totale di quello pubblico e rapportando questo valore al PIL si ottiene per l’Italia un indice pari al 134% (debito famiglie 30% + debito pubblico 104%). Gli Stati Uniti hanno un indice pari al 166% del PIL (debito famiglie 100% + debito pubblico 66%) il Regno Unito 144% del PIL (debito famiglie 44 %+debito pubblico 100%) .</div>
<div><img class="alignright size-medium wp-image-302" title="salvadanaio2" src="http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2008/11/salvadanaio2.jpg" alt="" width="106" height="106" /> Spagna ,l&#8217;Irlanda, la Francia e la Germania hanno un indebitamento delle famiglie, raffrontato al PIL, molto superiore a quello dell’Italia ,ma hanno un indebitamento pubblico molto inferiore a quello italiano. La Francia ha un indice riferito al debito aggregato pari a 113% del PIL (debito famiglie 48% + debito pubblico 65%) mentre la Germania un indice aggregato pari al 122 % del PIL (debito famiglie 58% + pubblico 64 %). Lo Stato europeo dove le famiglie accumulano l’indice di indebitamento più alto è il Regno Unito , di fatto è più del triplo di quello italiano, l&#8217;indice  è pari al 100% del PIL , contro il nostro 30%, poi a seguire viene la Spagna con l’84%, l’Irlanda sempre con l’84 %, l’Olanda con un indice del 79%, poi, con dati migliori ,Germania e Francia e Italia con le percentuali già elencate sopra .</div>
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