PROVINCIE

DISEGNO DI LEGGE :MISURE DI PREMIALITA’ PER I COMUNI VIRTUOSI A.S. 2927

DISEGNO DI LEGGE :MISURE DI PREMIALITA’ PER I COMUNI E PROVINCE VIRTUOSE AS 2927

d’iniziativa dei senatori STRADIOTTO, ANDRIA, ANTEZZA, BIANCO, BERTUZZI, BIONDELLI, BLAZINA, BUTTI, CECCANTI, CHITI, DE LUCA,
DE SENA, DI GIOVAN PAOLO, Marco FILIPPI, FISTAROL, Mariapia GARAVAGLIA, GIARETTA, LUSI, MAGISTRELLI, MAZZUCONI, MONGIELLO, MUSSO, Paolo ROSSI e THALER AUSSERHOFER

 

Il seguente disegno di legge si pone come obiettivo quello di istituire un meccanismo premiale in favore di quei comuni che si caratterizzano per la virtuosità della gestione economico-finanziaria ed amministrativa; a tali comuni sarà concessa maggiore autonomia e libertà, attraverso un patto di stabilità meritocratico.

    Tale proposta prevede di dare, dunque, maggiore autonomia ai comuni e alle province, in cambio di una maggiore responsabilità da parte degli amministratori locali. Più nel dettaglio, tutti i comuni e le province che adottano iniziative per il dimezzamento del loro debito e che mantengano un costo della «politica» inferiore al 5 per cento delle proprie entrate saranno esentati dal rispetto dei vincoli del patto di stabilità.
    Attraverso un allentamento dei vincoli del patto di stabilità, il comune potrebbe accogliere più prontamente le richieste che ogni giorno il cittadino rivolge all’amministrazione: potenziare i servizi socio-assistenziali; effettuare il pagamento di tutti i lavori commissionati, risollevando le sorti di molte piccole aziende artigianali e commerciali locali e contribuendo fattivamente alla ripresa dell’economia locale; effettuare lavori e manutenzioni del territorio amministrato, dando nuove opportunità di lavoro.
    Con l’approvazione di questo disegno di legge, il patto di stabilità non diventerebbe un vincolo uguale per tutti ma uno strumento volto ad «impegnare» gli enti locali meno virtuosi e più indebitati. A tal fine, è previsto che il patto di stabilità si applichi anche nei confronti di tutti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, al fine di evitare il crescente ricorso all’indebitamento da parte dei medesimi.

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FEDERALISMO FISCALE: LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ FREQUENTI E LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO

FEDERALISMO FISCALE -riflessioni di MARCO STRADIOTTO

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Le risposte alle domande più frequenti e le proposte del PD in merito ai decreti attuattivi sul Federalismo Municipale  e sul federalismo Regionale e Provinciale. 

  • Perché il PD ha votato contro il Federalismo Municipale?

Il PD ha votato CONTRO il Federalismo Municipale per cinque motivi:

  1. gli introiti delle tasse non resteranno sul territorio ma continueranno ad essere inviati a Roma;
  2. i tagli effettuato nel 2010 (D.L 78/2010) annullano, di fatto, tutti i possibili effetti positivi del federalismo;
  3. aumenteranno le tasse per i contribuenti onesti, per effetto dell’addizionale IRPEF;
  4. aumenteranno le tasse per le imprese, per effetto dell’IMU;
  5. gli amministratori locali non saranno responsabilizzati né resi più autonomi. 
  • Perché il PD si è astenuto sul Federalismo Regionale e Provinciale?

Semplicemente perché, a differenza di quello Municipale, sono state accolte il 95% delle nostre proposte:

  1. è stata accolta la clausola di salvaguardia, il Federalismo Regionale partirà solo dopo la rivalutazione dei tagli previsti dal DL 78/2010;
  2. è stata accolta la proposta che blocca la possibilità di aumentare l’addizionale IRPEF Regionale fino al 2013;
  3. prima di far partire il Federalismo regionale dovranno essere definiti i LEA -Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
  4. è previsto il rifinanziamento dei Fondi per il trasporto pubblico locale (TPL) per il 2011, con 425 milioni di euro. 
  • All’attuazione del Federalismo Municipale aumenteranno le tasse?

SI. L’effetto dei tagli da una parte e l’obbligo per i comuni di concentrare le proprie attenzioni su IRPEF e IMU, invece che su altri cespiti, dall’altro, comporteranno un aumento delle aliquote dell’addizionale IRPEF (per i comuni che non hanno già l’aliquota massima) e l’aumento delle aliquote relative all’IMU. Che vuol dire più tasse per i contribuenti onesti e per le imprese.  More