ANALISI DEI BILANCI CONSUNTIVI DEI COMUNI CAPOLUOGO

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Patto di stabilità: servono correttivi per salvare i Comuni

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Spesso di questi tempi sentiamo parlare di Patto di stabilità. Ne parlano sia i leader politici dell’Unione Europea sia i nostri Sindaci.

Quando si discute di patto di stabilità in Europa si invitano gli Stati membri un attento monitoraggio dei conti pubblici. I principali obiettivi sono due: che il deficit non supera la soglia del 3% rispetto al P.I.L. e che il debito non superi il 60 % del P.I.L..
Come ben sappiamo l'Italia, nel corso degli ultimi anni, ha quasi sempre rispettato il primo parametro quello del rapporto deficit PIL (nell'ultimo triennio a causa della crisi economica il parametro è stato sforato di molto). Mentre per quanto riguarda il parametro sul debito il nostro Paese ha un parametro che va oltre il 100% di debito rispetto al P.I.L. che nell'ultimo anno è arrivato al 119/120% del P.I.L..
La necessità di far quadrare i conti e di rispettare i parametri non si e' sempre tradotta, in Italia, con dei meccanismi efficaci e che allo stesso tempo siano equi e giusti.
Ne sanno qualcosa specialmente i nostri Sindaci, soggetti ad un patto di stabilità burocratico ed assurdo, perchè tratta tutti gli enti allo stesso modo, indipendentemente dal fatto se questi siano virtuosi o no.


Lo studio che ho preparato in questi giorni ha lo scopo di dimostrare che la situazione tra i diversi Comuni è molto diversificata. Ci sono Comuni assolutamente virtuosi con una bassa spesa per il personale e con un bassissimo indebitamento mentre ci sono altri Enti Locali con spese per il personale ed indici d'indebitamento sproporzionati. L'assurdità del meccanismo del patto di stabilità per gli Enti Locali adottato in Italia è che a tutti viene chiesto di migliorare rispetto al passato.
E' ovvio che un meccanismo simile penalizza i più bravi (alcuni non possono migliorare di più è come se fossero già al 10 e lode). Altra assurdità è il fatto di mettere sullo stesso piano un Comune con oltre 2 milioni di abitanti e un Comune con 5.001 abitanti. Questo insensato meccanismo ha creato delle situazioni paradossali: Comuni costretti a fare dei consistenti avanzi di amministrazione, Comuni che non pagano i fornitori, Comuni che si inventano la finanza creativa solo al fine di rispettare il Patto.
Tento di spiegare quello che sta succedendo con una metafora: facciamo finta che i diversi Comuni siano dei condomini e che i Sindaci siano degli amministratori condominiali e che il Patto di stabilità sia un assurdo regolamento Comunale.
Ci sono realtà condominiali con i conti in ordine con tutte le quote pagate e con un buon fondo cassa e ci sono viceversa dei condomini dove i conti non sono in ordine con spese eccessive e la cassa e' in rosso. Ebbene per effetto dell'assurdo regolamento comunale (patto di stabiltà) i condomini con i conti in ordine non possono ne fare le manutenzioni ne programmare altri interventi perchè il loro attivo deve servire per fini statistici a compensare le inefficienze e l'indebitamento degli altri condomini.
Lo studio che ho preparato e' accompagnato da una mia proposta di legge che indica quale potrebbe essere la soluzione per dare risposte sia alla necessità di ridurre l'indebitamento degli Enti Locali sia alla necessità di non togliere autonomia ai Comuni.

Marco Stradiotto
Senatore PD

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