PERCHE’ E’ SBAGLIATA LA RIFORMA . La lettera che mi ha pubblicato Il Giornale di Vicenza del 9 febbraio 2011.

PERCHE’ E’ SBAGLIATA LA RIFORMA . La lettera che mi ha pubblicato Il Giornale di Vicenza del 9 febbraio 2011.


A QUESTO FEDERALISMO DICO NO!

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In questi giorni di discussione sul federalismo municipale, c’è chi, pur considerando pasticciato e insufficiente il progetto del Governo, ha sostenuto l’opportunità di approvarlo comunque, per portare a casa almeno quel che c’è di buono anche in questa proposta. Per natura mi sforzo sempre di vedere le opportunità che si nascondono in ogni situazione, ma devo dire che nel federalismo municipale ideato dal Governo di opportunità ce ne sono davvero poche.

Avendo avuto l’onore di partecipare ai lavori della Commissione bicamerale sul federalismo, sono deluso dal fatto che un veto di natura puramente politica posto dal Governo abbia impedito alla Commissione Bicamerale di raggiungere l’intesa per una soluzione veramente federalista. Una buona riforma era possibile. Anzi, credo che lo sarebbe ancora, se solo la Lega Nord accettasse di discutere e cambiare in meglio il progetto attuale, anziché arroccarsi in difesa di un testo in cui il federalismo è niente più che un titolo.Voglio dirlo con grande chiarezza. Il mio no a questa riforma non è un atto di disciplina verso una scelta nazionale del Partito Democratico. È un voto che ha le sue ragioni, semmai, negli interessi delle autonomie locali, di tutta Italia ma del Veneto in particolare, che questa riforma dovrebbe premiare e invece punisce. Non si tratta di un no ideologico, ma basato su precisi e concreti motivi di merito.

Noi vogliamo autonomia e responsabilità per i Comuni. Per questo pensiamo che debbano gestire direttamente alcune delle tasse pagate dai cittadini, ad esempio l’imposta di registro. Questo non avverrà. Le tasse continueranno ad andare a Roma. E il Governo deciderà persino le aliquote delle tasse applicate nei Comuni, come previsto per l’IMU.Vogliamo una riforma che superi privilegi ingiustificati. Invece le Regioni a Statuto speciale continueranno a godere degli attuali vantaggi. Un compromesso subito dalla Lega Nord, che ha preferito salvare i privilegi della Sicilia, piuttosto che discutere con il Pd miglioramenti federalisti alla riforma. In Germania le riforme sono nate da un patto per l’interesse generale. In Italia rischiano di nascere sotto il segno di un compromesso tra la maggioranza ed alcuni interessi di parte.Anziché tagliare gli sprechi e combattere l’evasione, con il progetto del Governo chi paga già molte tasse ne pagherà ancora di più, mentre i Comuni avranno un’autonomia ancora più ridotta.Alle diseguaglianze tra Comuni che negli anni si sono creati per il riferimento al criterio della spesa storica, che ha penalizzato i virtuosi, ora se ne aggiungono altri: vantaggi per i Comuni turistici, svantaggi per tutti gli altri.”Padroni a casa nostra”, con il progetto del Governo, diventerà definitivamente un vuoto slogan contraddetto dai fatti. Così come, con tasse comunali decise non dai Sindaci ma da Roma, non si potrà mai realizzare quel meccanismo virtuoso per cui un cittadino può dire pago: “le tasse, vedo come vengono usate e voto di conseguenza, premiando o punendo chi mi ha amministrato”.Ecco quali sono i motivi che mi hanno fatto votare convintamente no. C’è chi dice che non si può buttare il bambino con l’acqua sporca. Sono ovviamente d’accordo. Ma nemmeno ci si può illudere: perché qui il rischio è che la creatura del federalismo nasca già morta.

MARCO STRADIOTTO