DICHIARAZIONE DI VOTO SUL DECRETO LEGGE SULLA “SEMPLIFICAZIONE FISCALE”

DICHIARAZIONE DI VOTO SUL DECRETO LEGGE SULLA “SEMPLIFICAZIONE FISCALE”


LA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO SUL DECRETO LEGGE SULLA SEMPLIFICAZIONE FISCALE 

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STRADIOTTO (PD). Signor Presidente, signora Ministro, signori rappresentanti del Governo, noi del Partito Democratico voteremo convintamente sì alla fiducia che è stata chiesta su questo provvedimento. Siamo infatti convinti che il nostro Paese abbia bisogno di dimostrare credibilità, abbia bisogno di dimostrare che c’è la possibilità di ridare fiducia alle istituzioni. In questo, il Governo Monti ha svoltato nel corso degli ultimi mesi: volevo ricordarlo anche rispetto all’ultimo intervento del collega Paolo Franco.La Camera e il Senato hanno migliorato molto il testo originario; vorrei ringraziare il sottosegretario Ceriani, i presidenti relatori Baldassarri e Azzolini e ovviamente tutti i componenti della Commissione bilancio e della Commissione finanze del Senato per il lavoro svolto.

In discussione generale, sia ieri che oggi, i colleghi Barbolini, Musi, Fontana e Leddi hanno avuto modo di specificare quali sono gli elementi che siamo riusciti a modificare in questo decreto e che riteniamo di assoluta qualità. Si tratta di un decreto che ha operato un sorta di manutenzione delle norme fiscali, prevedendo nuovi strumenti per la lotta all’evasione fiscale, la vera piaga del nostro Paese per quanto riguarda le entrate, che pesano solo e soprattutto sulle spalle di alcuni. Esso prevede il potenziamento degli strumenti di accertamento e, tra l’altro, una migliore accessibilità alla rateizzazione dei debiti tributari. Ma in questo provvedimento troviamo anche molte altre cose.

Una prima questione importante è quella relativa al miliardo di euro destinato come liquidità al pagamento dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, in modo particolare dei Comuni. Credo sia una scelta importante.

Un altro aspetto che va sottolineato è quello relativo al Patto di stabilità orizzontale tra i Comuni; in merito, penso e spero che nel corso dei prossimi mesi ci sia veramente la possibilità di mettere mano in modo serio alla questione del Patto di stabilità. Ieri in discussione generale c’è stato un intervento del collega Mazzatorta che ha ricordato che nei Comuni degli altri Paesi europei – vedi Germania e Francia – non c’è questo Patto di stabilità. Cosa significa? Che il Patto di stabilità previsto in Italia dai Governi precedenti non è imposto dall’Unione europea: è stata una scelta italiana di farlo in quel modo, e rispetto a ciò credo ci sia assolutamente la possibilità di modificarlo. Infatti, e questo lo dico ai rappresentanti del Governo, tutte le manovre fatte, tra cui anche la riforma del lavoro, non daranno effetti se non inizia a circolare liquidità nel sistema economico. Nelle imprese ormai il mantra che si ripete è: non vi pago perché non mi pagano. E in questo effetto domino negativo il primo a non pagare è lo Stato, sono le pubbliche amministrazioni.

Quindi, in questo senso serve assolutamente che riparta il meccanismo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni se si vuole che riparta il sistema e riparta l’economia. Relativamente a questo decreto voglio soffermarmi in modo particolare sulla questione dell’IMU. L’IMU è stata prevista dal decreto sul federalismo municipale approvato lo scorso anno e quel decreto, purtroppo, rispetto a tale imposta conteneva errori che sono corretti con questo decreto sulla semplificazione fiscale. In particolare, quel decreto conteneva la questione relativa ai fabbricati pubblici e a quelli comunali che in teoria avrebbero dovuto pagare l’IMU a loro stessi, nonché la questione delle cooperative a proprietà indivisa, aspetto anch’esso corretto, e quelle relative ai terreni agricoli e all’IMU sui fabbricati rurali. Siamo riusciti, grazie al lavoro di tutti i commissari e del Governo, a trovare soluzioni che permettano che l’IMU, che di fatto per quest’anno è sperimentale, possa essere corretta in corso d’opera. I Comuni avranno la possibilità di determinare e rideterminare le aliquote fino al 30 settembre di quest’anno e lo Stato avrà la possibilità di ridefinire i coefficienti di moltiplicazione fino al 10 dicembre di quest’anno. In tal modo vi sarà la possibilità di ricalibrare il gettito previsto da questa imposta.

Tuttavia, credo che il Governo ela Ragioneriadello Stato abbiano sopravvalutato il gettito dell’IMU relativamente alla prima casa, nel senso che tale gettito sarà inferiore a quello che era il gettito dell’ICI prima che tale imposta venisse cancellata, a partire dal 2008, con provvedimenti prima del Governo Prodi e successivamente del Governo Berlusconi. In totale, vi sarà circa un miliardo in meno di gettito, che però è mal ripartito sul territorio nazionale, nel senso che nelle grandi città i cittadini si troveranno a pagare un’IMU molto elevata, mentre nelle periferie, nella stragrande maggioranza dei casi, la detrazione di 200 euro per l’abitazione principale e di 50 euro per ogni figlio al di sotto dei 26 anni determinerà un gettito molto inferiore.

I dati relativi alle proiezioni provvisorie delle assegnazioni per il 2012 pubblicati dal Ministero dell’interno la settimana scorsa sono molto peggio di quello che i sindaci immaginavano, proprio perché lo Stato ha sovrastimato il gettito dell’IMU. Sono convinto che nel corso dei prossimi mesi dovremo mettere mano a questa previsione e rimpinguare il Fondo di riequilibrio, ma da questo deriva anche che, se non si mette mano in tempi rapidissimi – e la delega fiscale l’ha già previsto – alle rendite catastali, che sono sperequate nel nostro Paese, si rischia effettivamente che il peso di tutte le imposte che gravano sulle rendite catastali crei iniquità ed ingiustizia.

Rispetto alla delega fiscale, credo dovremo ragionare sulle priorità del nostro sistema fiscale, che deve essere anzitutto messo in ordine: deve essere messo in ordine il sistema fiscale centrale, ma deve essere affrontato in modo serio anche il tema della finanza locale e del federalismo. Il federalismo approvato l’anno scorso non è vero federalismo: è tutta finanza derivata. Con il passaggio all’IMU c’è la possibilità vera di un’autonomia finanziaria degli enti locali, e questo è fondamentale, e c’è veramente la possibilità di applicare il famoso “pago-vedo-voto” di cui molti hanno parlato ma che, in realtà, non si trova nelle norme che abbiamo alle spalle. Ebbene, con l’introduzione dell’IMU c’è questa possibilità e c’è anche la possibilità che vi sia, a fronte di una maggiore autonomia, una maggiore responsabilità degli enti locali. Rispetto a tutto questo credo bisogna mettere al centro del nostro sistema fiscale la semplificazione e il diritto del contribuente.

Ho fatto alcune stime rispetto al gettito dell’IMU sulla prima casa, che, come ho detto, è stimato intorno ai 2,5 miliardi, secondo quanto mi risulta mentre per lo Stato ammonterebbe a 3,5 miliardi. Ebbene, con i meccanismi messi in atto, il cittadino per pagare quei 2,5 miliardi spende 500 milioni per farsi fare la dichiarazione relativa all’IMU dal CAF, dall’amico o dal commercialista: solo per una tassa che mediamente è di 150 euro per abitazione. Infatti, se si tratta di 2,5 miliardi di euro e ci sono 25 milioni di abitazioni, allora questo è il dato. È possibile che per una tassa di questo tipo creiamo una complicazione tale per cui il cittadino debba assolutamente rivolgersi ad altri per fare la dichiarazione dell’IMU e un pagamento così semplice? Credo che questa sia la dimostrazione che dobbiamo assolutamente cambiare tale meccanismo, per garantire innanzitutto il rispetto del diritto del contribuente, introducendo dei meccanismi fiscali assolutamente semplici e, allo stesso tempo, in modo da rendere meno costosa possibile la possibilità di adempiere agli obblighi fiscali senza dover ricorrere ad aiuti esterni.

Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo del PD. Il nostro voto è consapevole e responsabile. È un voto responsabile, perché riteniamo che in questo Paese per troppi anni ci si sia dimenticati di dire in modo serio, partendo da chi era a capo delle istituzioni, che la lotta all’evasione fiscale è il principio cardine per garantire equità e giustizia e fare in modo che le spese della pubblica amministrazione siano sulle spalle di tutti. È assolutamente necessario che vi siano una riqualificazione e una riduzione della spesa pubblica, e in questo l’impegno del Governo verso la spending review è assolutamente necessario. Speriamo che quanto prima arrivino i risultati.

Ribadisco che è assolutamente necessario, se vogliamo far ripartire la crescita, che l’impegno del Governo, nel corso dei prossimi giorni e delle prossime settimane, sia quello di affrontare concretamente e seriamente la questione dei pagamenti della pubblica amministrazione. Mi scuso se sono ripetitivo, ma noi del PD è da mesi che continuiamo a ribadire tale questione. Tutti i nostri provvedimenti tesi a salvaguardare i conti pubblici non produrranno effetto se nel frattempo non ripartono lo sviluppo e la crescita economica. A tal fine, il pagamento delle pubbliche amministrazioni diventerà l’elemento fondamentale per far ripartire crescita, fiducia e un po’ di speranza. (Applausi dal Gruppo PD

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